Il lungo esilio dell’Argentana Stadio pronto solo a fine 2021
Pronto il progetto preliminare per i due interventi da 1 milione di euro al Mongardi Baldini: il campo di Codifiume è perfetto. Ma la società dovrà investire sui giovani
Fino a quando proseguirà l’esilio forzato dell’Argentana? Sicuramente oltre a questa stagione la compagine granata (militante nel campionato d’Eccellenza) dovrà rinunciare allo stadio “Lucio Mongardi” anche per tutto il prossimo campionato. E così quello che doveva essere un intervento piuttosto rapido di sistemazione dell’impiantistica negli spogliatoi, si è rivelato un problema ben più serio, tanto che alla fine comporterà per l’Argentana tre intere stagioni lontana dal campo di piazza Giovanni XXIII.
in trasferta
Dopo che nella scorsa stagione la società ha utilizzato come campo per la prima squadra quello del settore giovanile, in via Napoli, con una tribunetta da 200 posti noleggiata dall’amministrazione comunale (necessaria nel campionato di Eccellenza), in questo campionato dopo l’inizio difficoltoso sempre in via Napoli (il primo match ufficiale di Coppa Italia è stato disputato con la pioggia e la tribuna era scoperta), amministrazione e società hanno valutato lo spostamento a Santa Maria Codifiume, dove già da diverse domeniche i granata giocano le gare interne e dove presumibilmente andranno anche nel prossimo campionato.
Secondo voci piuttosto certe fra sindaco Andrea Baldini e presidente Eugenio Bruschi non corre buon sangue, tanto che la decisione di trasferire le partite a Codifiume sarebbe arrivata alla fine su volontà del primo cittadino, stanco delle continue critiche. «In effetti - dice Baldini -, qualcuno ha sollevato lamentele sulla tribunetta, ma conteneva 200 persone, pensavamo andasse bene lo stesso. Detto questo nessun problema, lo stadio di Codifiume è omologato per l’Eccellenza ed è una sistemazione più che buona per giocare».
il progetto
Resta ovviamente il nodo di una soluzione per lo stadio “Mongardi”. «Il problema è grosso - aggiunge il sindaco -, parliamo di un impianto idraulico risalente agli anni ’60, per cui una volta che sono iniziati i primi interventi si è visto che andava completamente rifatto, per cui i tempi sono lunghi. Poi, è anche una questione di costi, stiamo programmando due diversi lotti da un milione di euro l’uno, relativi rispettivamente agli spogliatoi ed al campo per l’illuminazione. Stiamo già accantonando la somma necessaria, ma parteciperemo anche a qualche bando regionale per poter contare su finanziamenti. Per i lavori il progetto preliminare è terminato, ora faremo quello definitivo».
Se tutto procederà come previsto, l’Argentana tornerà al “Mongardi” all’inizio della stagione 2021-2022, ma in vista di allora potrebbero cambiare le condizioni di gestione dello stadio. «Il Comune ha sempre sostenuto e sosterrà l’attività sportiva, però è importante che pure le società mostrino di avere una programmazione importante, non limitata alla sola prima squadra. La nostra idea è quella di utilizzare lo stadio anche per altre manifestazioni e, soprattutto, chiediamo a tutte le società sportive del territorio di investire di più sul settore giovanile, perché a noi interessano i ragazzi...». —
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