La Nuova Ferrara

Ferrara

università 

Medicina, a Forlì arriva Unibo Per Ferrara opzione Cotignola

Gi.Ca.
Medicina, a Forlì arriva Unibo Per Ferrara opzione Cotignola

Unife punta a un accordo col privato accreditato del “Maria Cecilia Hospital” L’idea è di aprire una sede distaccata in Romagna con 60-80 studenti  

3 MINUTI DI LETTURA





Unife vuole insediarsi in Romagna ma l’obiettivo Forlì, puntato nelle scorse settimane assieme all’Università di Bologna per l’apertura di una sede distaccata della facoltà di Medicina e Chirurgia si è rivelato troppo ostico, di fatto inaccessibile.

L’Alma Mater Studiorum ha già stretto un accordo con la Conferenza socio-sanitaria territoriale della Romagna (da Ravenna a Rimini è stata istituita un’unica Asl) restringendo lo spazio per l’eventuale inserimento di Ferrara.

Ha ripreso quota, quindi, negli ultimi giorni un piano di espansione alternativo che potrebbe vedere protagonista l’ateneo estense ma in un’altra provincia: a Cotignola, nel Ravennate.

Unife coltiva da tempo rapporti con il Maria Cecilia Hospital, struttura privata del gruppo “Gvm Care & Research Spa”, presieduto da Ettore Sansavini, che proprio da Cotignola ha iniziato a muovere i primi passi nel settore sanitario nazionale. Il gruppo è presente anche a Forlì, dove è titolare di un poliambulatorio, che non ha nessun ruolo nei progetti futuri di Unife. L’obiettivo è stato individuato a Cotignola, dove la clinica “Maria Cecilia Hospital” mira ad essere riconosciuta come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), quindi con un’alta vocazione orientata alla ricerca. Dalle notizie che rimbalzano dalla Romagna l’insediamento estense, che andrebbe ad istituire una partnership pubblico-privata, potrebbe accogliere da 60 a 80 studenti, che poi potrebbero essere ospitati per la formazione nella struttura ravennate e in altre dell’Asl romagnola. L’idea dovrà passare un paio di vagli importanti: il Comitato Regionale di Controllo e il Comitato Regionale di Indirizzo. Se la proposta di Unife otterrà l’ok regionale lo step successivo sarà quello ministeriale (Miur e Anvur). La strada quindi si prospetta lunga e anche incerta sotto il profilo dell’esito. Nella partita entra, in modo indiretto, anche il risultato delle elezioni regionali del 26 gennaio.

Il rettore Giorgio Zauli, nelle scorse settimane, sostenendo e promuovendo il progetto di aprire una sede staccata di Medicina a Forlì era entrato, dopo un tentativo iniziale di raggiungere un accordo con Unibo, in collisione con l’ateneo bolognese e qualche scintilla si era accesa nel botta e risposta con l’assessorato regionale alle Politiche per la Salute giodato da Sergio Venturi.

Via libera a Bologna

Il voto di gennaio potrebbe rendere più veloce o più lento, più agevole o accidentato il percorso del progetto, anche in relazione agli sviluppi della politica nazionale, sempre più instabili dopo gli ultimi contrasti nella maggioranza giallo-rossa.

Per Unibo la strada per insediare Medicina a Forlì e Ravenna risulta più praticabile dopo che l’approdo del progetto “Romagna Salute” ha ricevuto l’ok all’unanimità, il 6 dicembre scorso, da parte dei sindaci riuniti nella maxi-area dell’Asl unica.

Nelle due città dovrebbero trovare sede distaccamenti da 75 studenti l’uno (ma l’obiettivo è di crescere fino a 100), con la possibilità per gli studenti di eseguire il tirocinio in tutte le strutture dell’azienda sanitaria. Tra i centri interessati anche Rimini e Cesena. —

Gi.Ca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google