S. Anna: meno rischi in corsia e volontari al pronto soccorso
Tra gli obiettivi informatizzare l’uso dei farmaci e stare vicino ai pazienti in attesa L’azienda supera a pieni voti la visita degli ispettori regionali sui requisiti di qualità
Una pagella piena di giudizi positivi. La Regione conferma con valutazioni ben più che soddisfacenti l’accreditamento dell’azienda ospedaliera e quindi il rispetto dei requisiti di qualità e di sicurezza richiesti per poter erogare prestazioni per conto del Sistema sanitario regionale. Tre giorni di visite e colloqui a Cona da parte del team diretto dalla professoressa Rita Maria Melotti (Unibo), specialista in Anestesiologia, tra il 29 e il 31 ottobre 2019 e, alla fine, il verbale che apprezza il lavoro compiuto dal vertice del Sant’Anna nel quinquennio di mandato ormai in scadenza, termine fissato per il febbraio 2020.
Standard che cambiano
Questo percorso non ha un traguardo definitivo perché anche gli standard di qualità cambiano e l’asticella tende a spostarsi sempre più avanti. Per il Sant’Anna, dalla conferenza con la quale è stato presentato ieri l’esito dell’ispezione, sono usciti alcuni obiettivi di fatto già inclusi nell’iter che porterà al prossimo “upgrade” dell’analisi di qualità. Come la capacità di far crescere le segnalazioni di “incidente possibile” nell’attività sanitaria (incident reporting) che sono aumentate dal 2016 al 2018 da 2 a 90, «e quest’anno supereremo anche questa soglia», ha precisato Roberto Bentivegna, della direzione medica di presidio.
Grazie a questi “avvisi di errore possibile” si riducono i rischi in corsia, a partire alla possibilità di commettere sbagli nella prescrizione e somministrazione dei farmaci. Attività che per tutta l’azienda si avvia alla completa «informatizzazione» attraverso l’uso di codici che consentano un controllo più efficace.
Altro aspetto da «migliorare ulteriormente» riguarda la sorveglianza del rischio infettivo, per elevare ancora di più gli standard di sicurezza di chi lavora, viene assistito o è ricoverato in ospedale. Il terzo intervento che potrebbe innalzare l’asticella della qualità ad un livello ancora più alto riguarda la “sosta” del paziente in pronto soccorso.
«Per evitare la sensazione che, in un’attesa di ore, possa sentirsi abbandonato potremmo impiegare personale volontario per aiutare chi aspetta ad affrontare meglio la permanenza in pronto soccorso - ha annunciato il direttore generale Tiziano Carradori - Una miglioria già andata a regime è l’immissione di chi presenta dolore al petto in una corsia veloce per glio esami: abbiamo già ridotto la loro attesa di un’ora». All’Anaao, molto critica sui rapporti tra l’attuale direzione e la componente medica, Carradori contrappone il buon giudizio emerso dal report e i “correttivi” predisposti dopo l’indagine sul clima organizzativo interno del 2016, in particolare sulla valutazione «per la valorizzazione dei professionisti» e «sul miglioramento della comunicazione interna tra le unità operative. Se poi l’obiettivo di chi esegue certi sondaggi è di spedire la palla in tribuna e chiedere un altro direttore, entriamo in un altro campo».
il giudizio finale
In dettaglio il verbale, reperibile per esteso sul sito aziendale, conferma le «autovalutazioni positive» espresse dal Sant’Anna in riferimento a otto criteri (tra cui il sistema di gestione, l’appropriatezza clinica e la sicurezza, l’innovazione, le competenze del personale, la formazione). «La visita di verifica ha permesso di apprezzare come nel Sant’Anna sia consolidato un sistema di gestione della qualità effettivamente orientato al costante miglioramento. È forte l’impegno della direzione a sostegno dell’organizzazione» e «la partecipazione dei cittadini e delle associazioni nei percorsi diagnostico terapeutici e nei progetti di ricerca», scrive la team leader, Rita Maria Melotti. —
Gi.Ca.
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