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Alla Vm sono ripartiti i contratti di solidarietà Il vicesindaco a Roma

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cento. Quello di domani sarà l’ultimo giorno di lavoro prima delle festività natalizie alla Vm di Cento. Ma non si respira un’atmosfera serena nei reparti dello stabilimento di proprietà di Fca.

Lunedì scorso, infatti, è iniziato un nuovo round all’insegna del contratto di solidarietà (in poche parole, meno ore lavorate e paga ridotta di conseguenza, con l’obiettivo di evitare esuberi), una fase che si prolungherà fino ad aprile 2020. Il tutto sulla base di un accordo tra i vertici aziendali e i sindacati Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Ugilm. Sono interessati da questa forma di ammortizzatore sociale 757 lavoratori, coinvolti dalla produzione del nuovo motore diesel V6, per il quale è necessario un aggiornamento tecnico delle versione precedenti, che a sua volta comporta un riequilibrio nella fornitura delle componenti esterne: sarebbe questo il motivo del riaffacciarsi dei contratti di solidarietà nello stabilimento di via Ferrarese, dove l’ottimismo dei sindacati firmatari dell’accordo aziendale, a fine ottobre, era stato molto accentuato alla notizia della loro chiusura.

L’incontro dei comuni

Del futuro del gruppo automobilistico si è parlato nei giorni scorsi a Roma, nella sede dell’Anci, dove si è riunito il coordinamento dei Comuni che sono sede di stabilimento. Per Cento c’era il vicesindaco Simone Maccaferri.

«Abbiamo riattivato il coordinamento dei Comuni sede Fca perché mai come oggi – hanno dichiarato i rappresentanti del Coordinamento – sono necessari uno scambio di informazioni di prima mano e soprattutto azioni coordinate tra sindaci, comunità e territori che in molti casi stanno vivendo, da un lato il difficile momento della filiera dell’automotive del nostro Paese, dall’altro quello della necessaria e sempre più veloce transizione verso nuove forme di mobilità, e quindi nuove tecnologie e produzioni, come l’elettrico».

In particolare, dalle amministrazioni viene posta attenzione al processo di fusione in corso tra Fca e Psa. «Nelle dichiarazioni delle due aziende, oltre agli assetti della futura governance, è stato sottolineato che saranno salvaguardati gli attuali siti produttivi in Italia – hanno sottolineato i Comuni –. Un impegno importante, che va tenuto sempre in primo piano. Il Coordinamento auspica che, immediatamente dopo l’intesa Fca-Psa, venga avviato un processo di informazione dettagliata e di confronto sugli scenari che deriveranno dalla fusione». —

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