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Sferzati dal vento e dalla pioggia Alberi pericolanti sotto indagine

Fabio Terminali
Sferzati dal vento e dalla pioggia Alberi pericolanti sotto indagine

Dopo i danni del 2 agosto disposte verifiche approfondite per motivi di sicurezza  Molte piante sono su aree attraversate da piste ciclabili 

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MESOLA. Impossibile dimenticare per i mesolani, ma anche sul resto dei territori del Basso Ferrarese, quel terribile pomeriggio del 2 agosto: le raffiche di vento a quasi 150 chilometri orari, i pali dell’elettricità a terra, intere frazioni isolate. Pochi minuti letteralmente d’inferno, che hanno messo in evidenza la sofferenza e la fragilità degli alberi.

Appunto, gli alberi e il contesto naturale. Alcuni tra questi, rimasti in piedi ma pericolanti, sono stati abbattuti per esigenze di sicurezza. Ora siamo alle viste di un’impegnativa indagine relativa ad alcuni biotopi.

la verifica

È stata la Provincia, ente proprietario di vaste aree boscate acquisite più di vent’anni fa dalla Regione Emilia Roamagna, a formalizzare la decisione di procedere a questa serie di verifiche, affidando l’incarico all’impresa Ar.Es. di Ferrara, al costo preventivato complessivo di 15.006 euro.

Questo perché, come si legge nella determina dell’amministrazione provinciale, “tra i biotopi maggiormente colpiti dal fortunale ve ne sono alcuni, aperti alla libera e pubblica fruizione in quanto privi di recinzioni, attraversati da percorsi ciclo-pedonali o camminamenti anche attrezzati con arredi e segnaletica, nei quali, per tali caratteristiche, la presenza di alberature pericolanti e incombenti sui percorsi ciclo-pedonali costituisce potenziale fonte di rischio per l’incolumità delle persone”.

le aree

Ecco quindi che la maggiore urgenza riguarda i seguenti biotopi: all’interno del territorio comunale di Mesola, Biotopo Motte del Fondo, Biotopo Ribaldesa, Biotopi Dossone Nord e Sud, Biotopo Panfilia; l’operazione riguarderà anche il territorio comunale di Codigoro, dove a essere interessati saranno invece Bosco Spada, Bosco Celletta e Boschetto Lovara.

Su queste aree l’indagine di stabilità sarà condotta utilizzando la metodologia Vta (acronimo che sta per Visual Tree Assessment) con analisi strumentale penetometrica di cinque esemplari di piante e la conseguente restituzione di un elaborato redatto da parte di un perito. —

Fabio Terminali

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