Mense scolastiche più care Cresce il costo mensile dagli asili nido alle medie
Aggiornata al rialzo le tariffa ordinaria da 21,65 a 30 euro Lo scorso anno era calata Invariata invece le quota dovuta per un singolo pasto
ARGENTA. È dal marzo 2018 che sono state determinate le tariffe per la copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi scolastici quali il pre-scuola, i servizi educativi per la prima infanzia e le mense scolastiche.
Da gennaio, però, ci sono delle novità; nei giorni scorsi, infatti, la giunta comunale del sindaco Andrea Baldini, ha deliberato l’aumento della “quota fissa da 21,65 euro a 30 euro mensile – si legge nella delibera di giunta –, in ragione dell’adeguamento Istat del costo di somministrazione dei pasti e per conseguire un maggior grado dii copertura finanziaria del costo complessivo del servizio, che nel 2018 è stato in arretramento rispetto ai due esercizi precedenti”. Contestualmente sono state confermate le tariffe vigenti per il pre-scuola, non cambia la quota pasto per tutti gli ordini di scuola, ed infine c’è l’esenzione del pagamento della retta per quei genitori che hanno il terzo figlio a scuola, il tutto per sostenere i nuclei familiari numerosi.
Va ricordato, inoltre che, per tutto l’anno scolastico 2019-2020, grazie all’iniziativa della Regione denominata “Al nido con la Regione”, i genitori che hanno un Isee inferiore o pari a 26mila euro e i cui bimbi frequentano i nidi Baby ranch, Matisse, Dorè, Gaudì e Dalì, avranno uno sconto del 20% sull’intera retta di frequenza.
TUTTI GLI IMPORTI
Ma vediamo nel dettaglio le quote applicate dal primo gennaio. Per le scuole d’infanzia, le primarie, la scuola secondaria di primo grado a tempo prolungato con 3 o più rientri settimanali, la quota fissa mensile ordinaria passa da 21,65 euro a 30, mentre la quota pasto rimane di 3,90 euro. Per i giovani che frequentano sia la scuola secondaria di primo grado (con 1 o 2 rientri settimanali) o la scuola secondaria di secondo grado, la quota pasto è di 4,55. Guardando i criteri di applicazione, la giunta ha confermato che la “quota fissa mensile è dovuta tutti i mesi a prescindere dalle giornate di effettiva presenza dell’utente, che la quota pasto è dovuta ogni mese in ragione dei pasti consumati dall’utente e che nei mesi di settembre e giugno la quota fissa è proporzionata in relazione al numero di giorni di effettiva funzionalità del servizio”. Inoltre, va precisato che “alla quota fissa mensile non sono applicabili le agevolazioni previste dal Regolamento comunale sulle prestazioni sociali agevolate, e dovrà essere corrisposta indipendentemente dalla situazione Isee della famiglia”. Come detto, è esentato dal pagamento della retta per la refezione scolastica, sia quota fissa che quota pasto, il terzo e i successivi dei figli, iscritti al servizio e frequentanti le scuole dall’infanzia alla secondaria di primo grado. —
G.C.
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