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dopo il terremoto 

Recupero acrobatico del crocifisso sul tetto della chiesa

Recupero acrobatico del crocifisso sul tetto della chiesa

Vigili del fuoco del nucleo Saf al lavoro a Bondeno L’intervento consente il via al restauro di San Giovanni

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BONDENO. Fin sul tetto della chiesa, con coraggio e ptofessionalità, per mettere in salvo il crocifisso della chiesa di San Giovanni Battista.

Il tutto è avvenuto ieri pomeriggio al termine di una manovra a cura del nucleo Saf (speleo-alpino-fluviale) eseguita dai pompieri professionisti Erasmo Bovina (capo reparto) e Federico Botton (capo squadra), assistiti dai vigili del fuoco volontari di Bondeno, guidati dal capo-distaccamento Michele Marchetti.

«Il crocifisso verrà ora messo al sicuro, perché sarà l’ultimo elemento della chiesa che rimetteremo al suo posto, nel momento in cui rimuoveremo dal cantiere la gru edile», dice il direttore di lavori, Federico Caselli, che è anche progettista architettonico.

OPERE POST SISMA

La gru impiegata ieri, invece, è un mastodontico mezzo meccanico, che ha di fatto costretto le autorità locali a bloccare il traffico lungo via Borgo di San Giovanni. Proprio nel punto in cui è in corso il cantiere per la ricostruzione della chiesa del patrono: un edificio di culto settecentesco inagibile dal terremoto del 2012. I cui lavori di restauro sono stati assegnati lo scorso 13 settembre (a cura della Curia con fondi commissariali) alla Cooperativa Muratori, per un appalto che prevede un investimento complessivo di 638mila e 538 euro. «I lavori saranno articolati nel corso dell’anno – aggiunge l’architetto Caselli – e con lo smontaggio del crocifisso si è svolta un’operazione preliminare per l’allestimento del cantiere. Nelle prossime settimane vedremo allestire i ponteggi esterni con la copertura mobile».

Il crocifisso che si trovava fino a ieri in cima al campanile, a 34 metri di altezza, ostacolava il cosiddetto “spazio libero” della gru edile, che deve poter ruotare in caso di vento. Inoltre, lo stesso crocifisso era pericolante ed è stato per questo richiesto l’intervento ai vigili del fuoco di Ferrara.

SUL TETTO

Ecco, allora, che la seconda gru, con un braccio meccanico di circa 64 metri e una stazza di svariate decine di tonnellate, ha permesso al cestello con a bordo i pompieri di raggiungere la quota prestabilita.

Nel cantiere arriva il sindaco Fabio Bergamini, per sincerarsi del buon esito delle operazioni. Erasmo Bovina si cala sul tetto del campanile per imbragare il crocifisso. Si passa poi alla sega elettrica, che fa schizzare le scintille verso il suolo. «Attenzione, sto per tagliare», dice al collega. Poi, un deciso movimento, ed il crocifisso viene caricato nel cestello, che la gru riporta lentamente al suolo. —

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