La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso a Strasburgo  

Dopo l’omicidio Verri La Corte boccia il ricorso dei figli: non ammissibile

2 MINUTI DI LETTURA





La sentenza

Ancora uno strascico giudiziario del dopo Igor, della scia di sangue che Norbert Feher/Igor Vaclavic aveva lasciato anche nel Ferrarese: i figli, Francesca ed Emanuele, di Valerio Verri, la guardia ecologica uccisa in un agguato dal killer, avevano presentato ricorso alla Corte di Strasburgo, reclamando il fatto che la morte di loro padre poteva esser evitata se si fossero bloccati i servizi di controllo della Polizia provinciale e chiamavano in causa tutte le vari istituzioni e autorità preposte a garantire la sicurezza. La Corte di Strasburgo, però, ha deciso che il ricorso è «inammissibile» e che lo Stato italiano non può essere responsabile della morte di Verri. Verri venne ucciso l'8 aprile 2017 e dopo una prima denuncia presentata alla procura di Ferrara con gli stessi rilievi, i Verri con il loro legale Fabio Anselmo presentarono ricorso a Strasburgo il 24 agosto 2018. Nell’atto si sosteneva la violazione dello Stato italiano del diritto alla vita del padre sotto il profilo sostanziale e procedurale: secondo loro le autorità non avevano fatto ciò si doveva per prevenire la tragedia, non informando i controlli del pericolo di Igor e non sospendendolo nei giorni prima dell’omicidio. E affermavano che le indagini per determinare le responsabilità erano state inadeguate: alla fine la Corte ha deciso che le accuse «manifestamente infondate».

«È una sentenza a dir poco sorprendente - commenta Anselmo - Non viene contestata la nostra ricostruzione dei fatti». «La sentenza - aggiunge - dice che sarebbe stata “irragionevole e sproporzionata” la sospensione dal servizio delle “guardie ecologiche volontarie”, ammettendo così esplicitamente che ciò avrebbe evitato la morte del povero Valerio Verri». «In buona sostanza - conclude - se vi erano “meri sospetti” della presenza in zona di Igor il russo, secondo la Corte, non sarebbe valsa la pena interrompere un servizio di pattugliamento volontario perché sarebbe stato un atto “sproporzionato”. Ora valuteremo i successivi passi». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google