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“Autori a corte” ignorati dal Comune «Diamo fastidio ma si va avanti»

S.C.
“Autori a corte” ignorati dal Comune «Diamo fastidio ma si va avanti»

L’organizzatore Felloni: dopo 12 anni di attività nemmeno ricevuti per un Patrocinio gratuito 

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la polemica

Può un’associazione che da oltre un decennio mette di fronte al pubblico scrittori di fama nazionale e autori ferraresi, raccogliendo migliaia di spettatori, essere ignorata dall’amministrazione comunale? La risposta che si dà Federico Felloni è “no”, e su questa base l’editore ferrarese della rassegna “Autori a corte” imbastisce una polemica nei confronti della giunta Fabbri. Quanto denuncia Felloni, via social, è che il Comune non pare interessato nemmeno a riceverli per concedere «non un sostegno, che mai chiederei, ma il patrocinio semplice e gratuito».

il contesto

“Autori a corte” ha raggiunto quest’anno la dodicesima edizione e si è sempre caratterizzata per l’impostazione trasversale, tenendo assieme appunto autori ferraresi, dagli emergenti ai più noti, e scrittori, fumettisti e intellettuali in senso lato già affermati a livello nazionale. Per fare qualche nome, sono arrivati in città grazie a Felloni don Mazzi, Piero Fassino, Massimo Carlotto e Ivano Marescotti. Quest’anno il cartellone aveva come pezzi forte Marcello Simoni e Roberto Pazzi, con allargamento delle sedi degli incontri dai più conosciuti palazzi cittadini alle location di provincia, come il centro culturale il Mercato di Argenta e la pinacoteca Alda Costa di Copparo.

È lo stesso numero uno della casa editrice Carmelina, organizzatore della rassegna, a citare qualche numero: 50 «nomi illustri della letteratura italiana», «quasi 200 autori locali fra cui, per gli strani incroci del destino l’attuale assessore (Marco Gulinelli, ndr), fornendogli una ribalta che difficilmente potrebbero avere»; e «migliaia di spettatori senza mai, e ci mancherebbe, un problema di ordine pubblico. Centinaia di ore di lavoro negate alla famiglia e agli svaghi».

lo sfogo

Una lista di “benemerenze” che non sono bastate neanche ad ottenere un colloquio con la nuova amministrazione comunale. «Tutto per arrivare all’approdo della cosiddetta “Ferrara che cambia” e vedersi negare un sostegno - che mai chiederei - ma un semplice incontro e di conseguenza il Patrocinio, semplice e gratuito riconoscimento del fatto che si lavora non per sé ma per la comunità in cui si vive». Il post scriptum è velenoso, come si conviene a chi punge di penna: «Dedicato a chi detiene, temporaneamente, il potere: so che la cosa vi dà fastidio ma andremo avanti, malgrado voi». —

S.C.

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