La gloria Bellini e il “suo” stadio Si scopre la targa
Oggi alle 14 la cerimonia alla presenza del sindaco e dei dirigenti della Portuense Onore al calciatore che giocò anche nella Juventus
PORTOMAGGIORE. Si terrà oggi alle 14, prima della partita interna della Portuense, lo scoprimento della nuova targa dedicata a Savino Bellini che è stata apposta all’ingresso dello stadio comunale di Portomaggiore. Saranno presenti, tra gli altri, il patron della società sportiva Antonio Cavallari, il presidente Paolo De Maria, il sindaco Nicola Minarelli e il vice Andrea Baraldi.
LA BIOGRAFIA
Nato a Portomaggiore nel 1913, da una famiglia di braccianti socialisti poi diventati fornai, Savino Bellini fin dai tempi della scuola svelò doti di buon calciatore. Notato da Paolo Mazza quando era allenatore della Portuense, all’inizio degli anni ’30 lo portò poi alla Spal dove sbocciò come attaccante ambidestro. Nel 1936 la cessione alla Juventus dove restò fino al 1943 quando lo sport si fermò a causa della guerra. Con la Juve vinse due Coppe Italia. Nell’immediato dopoguerra fu convocato anche in Nazionale e giocò alcune partite amichevoli. Fra il 1946 e il 1948 indossò la maglia dell’Ambrosiana Inter, poi un campionato con la Spal e uno con la Portuense.
Durante la guerra le bombe distrussero le sue case a Torino, Milano e Portomaggiore e con esse i soldi che da “contadino” teneva sotto il materasso. Nel 1950 aprì un bar a Portomaggiore e poi allenò il Baracca Lugo, il Faenza e per gran parte degli anni ’60 la Portuense.
Negli ultimi anni di vita (morì nel 1974 per infarto) si dedicò a coltivare un piccolo frutteto alla periferia del paese. Poi l’intitolazione dello stadio di via Valmolino. Quando fu smantellato per far posto alle scuole e ai nuovi impianti, la targa dell’ingresso venne smarrita: ora torna, per rendere il giusto merito alla memoria di Savino Bellini. —
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