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Cento fa scuola di integrazione Uniti per la pace nel Kashmir

Beatrice Barberini
Cento fa scuola di integrazione Uniti per la pace nel Kashmir

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CENTO. La città del Guercino come esempio d’integrazione e inclusione sociale. Pace e dialogo, collaborazione e convivenza, i temi al centro dell’iniziativa “Cento insieme alla Terra del Kashmir”, organizzata sabato dalla comunità pakistana di Cento e dell’Alto Ferrarese, in collaborazione col Comune di Cento e l’associazione La Casa degli Angeli di Daniele.

L’AMBASCIATORE

L’appuntamento in una Sala Zarri gremita è stato preceduto dalla visita dell’ambasciatore pakistano in Italia Nadeem Riyaz al cimitero di Cento, dove è stata individuata un’area per le sepolture islamiche. Accanto al cimitero cristiano, un’area per l’inumazione dedicata ai defunti di fede musulmana come gesto di fratellanza e integrazione. Il vicesindaco Simone Maccaferri ha dato il benvenuto agli ospiti: «Un’iniziativa significativa anche dal punto di vista culturale e di conoscenza geopolitica, frutto dell’impegno e dell’attività della comunità pakistana sul territorio con cui ci sono collaborazione e dialogo proficui», che hanno portato alla realizzazione di diverse iniziative, tra cui il Festival del Pakistan, e all’ndividuazione dell’area da destinare a cimitero islamico.

Ad aprire l’incontro, arrivata da Brescia, la giovane Tahir Iram ha chiesto il sostegno italiano per la risoluzione della disputa del Kashmir attraverso il dialogo. Atta Anwar ha poi raccontato la drammatica situazione di questa terra contesa, esprimendo l’esigenza di un referendum del popolo.

LA COLLABORAZIONE

Una importante voce è arrivata da Portomaggiore: Arshad Mahmood ha condannato la cancellazione dell’autonomia del Kashmir e ha sottolineato come in eventi come quello centese affondino le radici per l’integrazione, a cui contribuisce la collaborazione fra comunità pakistana e Comune.

Raza Asif, segretario generale Comunità pakistana in Italia, ha illustrato la vicenda, mentre Rudvin Mette (docente Dipartimento di Storia Cultura Civiltà all’Università di Bologna)e ha sollecitato l’Europa a pretendere il rispetto dei diritti umani in Kashmir. Il presidente della Federazione Pakistana in Italia Bashir Amra ha evidenziato come le comunità pakistane della penisola siano quelle più mobilitate per dare voce a un popolo oppresso. In chiusura, l’ambasciatore Nadeem Riyaz, oltre a soffermarsi sulla situazione del Kashmir, ha ringraziato il Comune e incoraggiato l’associazione pakistana centese a proseguire nel suo lavoro, così da essere esempio di inclusione sociale in Italia, dove risiede la seconda comunità, dopo l’Inghilterra, con 150mila cittadini. «La pace – ha concluso – è la sola soluzione ai problemi».

Beatrice Barberini

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