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l’addio 

Dopo una vita dietro il banco salutano i macellai Succi

D.B.
Dopo una vita dietro il banco salutano i macellai Succi

Il 31 dicembre sarà l’ultimo giorno per l’attività in via Garibaldi a Ferrara Alberto: «Stanchezza non crisi. Ma il commercio di vicinato è ancora prezioso»

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Il biglietto che sta consegnando da alcuni giorni ai propri clienti recita così: “Tutto cominciò il 30 giugno 1965. Per arrivare al 31 dicembre 2019. Mucca pazza, aviaria, peste suina... hanno fatto chiudere tante attività, ma non la nostra macelleria. Per 54 anni abbiamo scelto con coscienza di dare priorità all’alta qualità dei nostri clienti”. Peccato che chi riceve il biglietto non la prende tanto bene, perché il macellaio Alberto Succi e la moglie Gigliola dopo mezzo secolo salutano la propria clientela: la serranda del negozio di via Garibaldi il 31 dicembre verrà chiusa. Forse per sempre.

no crisi

«Sia chiaro, non è il lavoro che manca - precisa Succi -, diciamo che sono un insieme di cose, in primis il fatto di essere entrambi in pensione da 11 anni e un po’ di stanchezza c’è. Chiaro per me e Gigliola questo negozio ha rappresentato una parte importante della nostra vita, non sarà facile abituarsi».

Il giovane Alberto nel 1965, a soli 14 anni iniziò a lavorare in una macelleria di via Arianuova, il cosiddetto apprendistato. L’1 settembre 1971 a 20 anni aprì il negozio in via Garibaldi, «avevo appena compiuto 20 anni e il primo acquisto di carne lo feci con un prestito di 400mila lire mio padre, che volle indietro i soldi... allora funzionava così».

L’1 settembre è una data chiave, perché nel 1974 sposa Gigliola (nel ’76 è nata la Stefania, due anni dopo Stefano), che lascia il lavoro in una ditta di Ferrara ed entra in negozio. La coppia è diventata subito un riferimento per chi viveva in zona.

la fiducia

«Abbiamo persone che ci lasciano il codice del bancomat perché non sanno usarlo. Non dimentichiamo gli anziani, quelli che non hanno l’auto o non riescono a girare. Il commercio di vicinato è importante per i rapporti umani, per la difesa della tradizione, per la maggiore qualità. Chiaro che qui fra grande distribuzione, sagre, servizio a domicilio e online è sempre più difficile».

Resta da capire cosa faranno Alberto e Gigliola il 2 gennaio 2020: «Durante le feste si lavora tanto per cui avremo bisogno di riposare, poi in cuor mio spero che l’attività venga rilevata, così ci occuperemo anche dell’affiancamento. E terrò gli incarichi che ho, mi piace, sono diventato insegnante, vado all’estero, ho imparato ad usare il pc. Poi appena abbiamo un weekend andiamo a trovare nostra figlia a Bruxelles... Abbiamo ancora tante cose da fare». —

D.B.

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