Fondazione libera dai debiti «Ora valorizzare la Quadreria»
Tornano le erogazioni dopo l’intesa con Unife e l’estinzione del mutuo da 6 milioni Il presidente dopo PopBari: ingiustizia su Carife. Modena e Ravenna per la fusione
La Fondazione Estense, ex Carife, si è liberata dal peso di due macigni finanziari, del valore di 6 milioni e di 430mila euro, e ora può guardare con prospettive migliori ad una fusione in grado di metterla in sicurezza, puntando anche alla valorizzazione della sua Quadreria. Nel frattempo riprenderà le erogazioni nei settori d’elezione, anche se con volumi molto contenuti.
il punto
Il momento per tracciare un bilancio del lavoro degli ultimi mesi è arrivato ieri pomeriggio, a margine dell’Assemblea dei soci e del Consiglio d’indirizzo che hanno approvato il piano d’interventi 2020. Il neopresidente Giovanni Polizzi ha voluto al suo fianco l’ex Riccardo Maiarelli («i risultati ottenuti sono frutto anche del suo lavoro»), il vice Sergio Cesare Capatti e Roberto Mascellani, che fanno parte con Maiarelli del comitato alleanze; oltre ai membri del Cda, al collegio dei revisori e alle tre impiegate, ringraziate per aver condiviso i momenti più duri seguiti alla risoluzione Carife.
Il punto di partenza del rilancio è stato l’accordo con Bper per la cessione di Palazzo Crema in cambio dello spegnimento del mutuo da 6 milioni che stava soffocando i bilanci dell’ente. La clausola è che nell’arco di sei anni, quanto durerà l’affitto concordato, sarà possibile il riacquisto allo stesso prezzo (tenuto riservato) di cessione.
È freschissimo il sì dei Cda di Fondazione e Unife sulla transazione per ritirare il decreto ingiuntivo da 430mila euro dell’università per erogazioni deliberate in passato e mai liquidate. «Prima della crisi abbiamo erogato a Unife 8 milioni di euro - ha ricordato il presidente - ma l’accordo è fondamentale per tornare a dialogare con un’istituzione importante di progetti per la città».
Resta l’amarezza dopo il salvataggio di PopBari, «a tutta Ferrara è stata riservata un’ingiustizia» ha detto Polizzi.
il futuro
La Fondazione ha quindi potuto incamerare il contributo triennale di 300mila euro dall’Acri nazionale, «ci consentirà di tornare ad erogare nei riconfermati settori di attività» ha detto Polizzi; in più ci sono 150mila euro l’anno dall’Acri regionale per progetti sul welfare. «Dovremo essere oculati, utilizzando al meglio eventuali lasciti» ha ribadito.
Il futuro conta su «una diversa valorizzazione del nostro patrimonio artistico, che finora ha rappresentato solo un costo - ha sillabato Maiarelli - Abbiamo 50 opere esposte in Pinacoteca e 50 conservate, si potrebbe prestarle a titolo oneroso e organizzare mostre». C’è l’accordo con il ministro Franceschini per prolungare la copertura assicurativa delle opere a carico dello Stato. La Collezione è l’asso nella manica per le trattative con altre Fondazioni, «ve sono di molto ricche che però non hanno patrimonio artistico - aggiunge Capatti - In generale, stiamo valutando alleanze sia con enti associativi come il nostro, sia con istituzionali». Della prima categoria fa parte Ravenna, della seconda Modena. —
S.C.
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