I pomodori delle serre assicurano lavoro Pronte 20 assunzioni
La Fri-El è passata da 60 a 130 dipendenti in due anni «Mercato in espansione e orgogliosi dell’integrazione»
La Fri-El Green house srl (che si trova in via Valmana) dalla sua apertura nel marzo del 2017 ad oggi ha avuto una crescita esponenziale, tanto da passare dagli iniziali 60 dipendenti ai 130 attuali. Personale che è destinato ad aumentare ancora, visto che entro marzo del prossimo anno partirà un nuovo corso di formazione (curato da Centoform) che porterà all’assunzione di altre 20 persone. Eppure, gli ettari in cui si sviluppa l’azienda della Fresh Guru, che produce pomodori, sono sempre gli 11 di partenza. All’interno dei quali vi sono coltivazioni idroponiche ed aeroponiche, che permettono il ricircolo dell’acqua e senza l’utilizzo di diserbanti o prodotti chimici. Il tutto in serre riscaldate attraverso il calore prodotto dal biogas.
lo sviluppo
Fri-El, che ha una sede pure a Palata Pepoli, al confine con il Centese, continua ad incrementare la produzione aumentando le serre. Ma da 60 a 130 dipendenti e ulteriore prospettiva di crescita resta un risultato difficile da immaginare. «Stiamo rispettando il business plan originale - spiega il responsabile commerciale dell’azienda, Alessio Orlandi - e per questo l’obiettivo è allargarci. Siamo partiti con una sola tipologia di prodotto, ora sono quattro, dal pomodoro ciliegino a quello classico a grappolo e qui a San Giovanni costruiremo altre serre. D’altronde, pur essendo l’Italia un grande paese produttore di pomodoro, l’importazione annuale è di 120-125mila tonnellate. Noi ne produciamo 8.000 tonnellate l’anno, 5.000 delle quali vanno all’estero (Austria, Francia e Germania; ndr) per cui è evidente che abbiamo notevoli margini di crescita, considerando che grazie alle serre lavoriamo 12 mesi l’anno. Rispetto all’ortofrutta tradizionale qui la mentalità è diversa».
i risultati
Non sono solamente i numeri a dare ragione a Fri-El, infatti lo scorso ottobre è risultata prima in Emilia Romagna nel premio “Innovatori responsabili”, riservato alle aziende che rispettano l’ambiente e l’Agenda 2030.
«Ma quello che ci piace sottolineare - aggiunge Orlandi -, è l’integrazione che avviene all’interno della nostra azienda. Fra i nostri dipendenti ci sono persone di 18 diverse nazionalità e abbiamo calcolato che l’87% degli assunti ha meno di 40 anni. Per noi questi sono motivi di orgoglio. Fra l’altro, gli addetti pur venendo da nazioni diverse, abitano tutti in paesi della zona e di certo muovono l’economia locale fra negozi, ristoranti e richiesta complessiva di manodopera. Sono aspetti positivi».
I dettagli del corso (curato da Centoform, società di formazione centese) saranno noti ad inizio 2020. Sservirà a preparare il personale al lavoro: «Questo è un lavoro completamente nuovo, per cui quello della formazione è aspetto fondamentale». —
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