La testimonianza di don Minzoni rivive con gli scout
Approfondimento storico della figura del sacerdote grazie all’impegno dei Rover Con il film “Oltre la bufera” come chiave di lettura
ARGENTA. Rimanendo fuori da ambienti accademici specializzati, è bastato un ospitale foyer del Teatro dei Fluttuanti per fare storia. Protagonisti i Rover del gruppo scout di Argenta. Giovani tra i 16 e 19 anni che hanno scelto di confrontarsi sull’attualizzazione della testimonianza che ha lasciato don Giovanni Minzoni.
Lo stimolo è partito dal film “Oltre la bufera”, scritto e diretto da Marco Cassini, che è stato proiettato anche ad Argenta (presenti 530 spettatori). Un titolo tramutato per la serata di giovedì in “La bufera…e oltre”.
prete in prima linea
Lo diciamo subito: bravi gli scout. Il lavoro svolto ha contestualizzato elementi di storia e attualità con un giro intorno al mondo soffermandosi in particolare sulla Cina. Anche se qualcuno presente all’incontro, che poi è uscito dal teatro con l’amaro in bocca, ha messo in evidenza alcune imprecisioni storiche e la mancanza di un rapporto del prete con lo scoutismo. E non solo perché non c’è stato uno scorcio di Argenta, ma soprattutto perché appare per lunghi tratti la figura di Augusto Maran.
Tornando alla serata in stile scout, Sergio Caranti, autore di ricerche su don Minzoni e scout da giovane, ha parlato dello scoutismo dalla nascita fino a quello voluto del prete argentano. Sacerdote in prima linea, antagonista al regime. Sono emersi il suo progetto educativo, la sfilata di 500 giovani verso la Celletta, la lettera che don Minzoni spedì a Maran prima delle bastonate, i testimoni, ma anche i processi e le condanne dei tre imputati nel 1947.
Roberto Saletti, appassionato di storia, ha fatto un lungo excursus storico relativo a quegli anni e al modello messo in atto dal fascismo, fino a parlare del cosiddetto “fascismo eterno”. —
G.C.
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