Unione, oggi il consiglio Zamboni: statuto vicino
COPPARO. Oggi alle 20.30 in sala consilare del Comune di Copparo si riunisce il consiglio dell’Unione Terre e Fiumi. Molti punti all’ordine del giorno, di carattere tecnico ma anche di rilievo politico.
Fra questi spicca l’esame e approvazione per la proposta di modifica del Regolamento per la prevenzione ed il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito. Fra le scadenze, il piano di razionalizzazione periodica delle società partecipate detenute dall’ente, le convenzioni tra l’Unione ed i suoi Comuni per la funzione Erp e quella fra Unione e Acer. Ultimo punto, il Contratto di servizio tra Unione, Assp e Azienda Usl di Ferrara per la realizzazione di interventi e servizi sociali e socio-sanitari.
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Intanto, si è parlato di Terre e Fiumi anche nell’ultima seduta consigliare di Riva del Po: una sopravvivenza difficile ma non in discussione. E chi meglio del sindaco Andrea Zamboni poteva raccontare come vanno le cose, visto che dell’unione ne è anche il presidente? Una unione che per forza di cose deve cambiare pelle, «perché sono cambiate le condizioni geopolitiche – ha detto –; in questi giorni la commissione per la formulazione del nuovo statuto si riunirà l’ultima volta e chiuderà il lavoro».
Secondo alcune voci pare sia stato raggiunto un accordo condiviso fra le parti. Ma sono emerse altre criticità: la carenza del personale non è solamente nel Corpo unico di Polizia locale ma anche in tutto il personale in genere. «Sarebbe meglio, per un buon funzionamento dell’unione – ha detto la consigliera Daniela Simoni –, che tutte le funzioni passassero all’unione mentre ai comuni restasse solo la parte politica. Attualmente abbiamo sofferenze di personale sia all’unione che nei comuni». Il presidente ha confermato «l’assunzione di due agenti e la nomina di un comandante interno (certa la promozione dell’attuale vice Gianni Gardellini, di Serravalle). Sarebbe auspicabile un trasferimento dai Comuni all’Unione di altri servizi per avere maggior peso e più contributi regionali visto che, assieme ai trasferimenti dai Comuni, sono gli unici sostentamenti economici dell’ente». Ci sono i presupposti per fare bene “se andiamo d’accordo” dice sottovoce Zamboni. —
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