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«Dobbiamo attirare le imprese nel Ferrarese Siamo più appetibili di quello che pensiamo»

Gian Pietro Zerbini
«Dobbiamo attirare le imprese nel Ferrarese Siamo più appetibili di quello che pensiamo»

Stefano Di Brindisi, nuovo amministratore unico dell’agenzia Sipro per lo sviluppo, invita a credere nelle potenzialità del nostro territorio 

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L’iNtervista



Di Brindisi, come si sente nel nuovo ruolo di amministratore unico della Sipro?

«Sicuramente avverto un grande senso di responsabilità. Sipro è una società a maggioranza pubblica, nata nel 1975, con 45 anni di storia economica del nostro territorio, con all’interno figure altamente specializzate in specifici settori e un livello di professionalità altissimo. Io, come avvocato, mi sono sempre occupato di diritto societario e aziendale. L’impresa, il mercato, gli investimenti, sono un mondo che conosco. Potendo fare affidamento sulla mia esperienza vivo l’incarico con autentico spirito di servizio nei confronti di tutti i nostri soci, in primis della Provincia e dei Comuni di cui Sipro è braccio operativo».

Quale sono i primi atti nel programma d’azione?

«In queste prime settimane ho cercato di conoscere bene la struttura. I miei obiettivi, che illustrerò anche nell’assemblea dei soci del prossimo 15 gennaio, sono: consolidare il ruolo di Sipro come l’interlocutore naturale tra i Comuni del territorio, la Camera di Commercio e la Regione; costruire un rapporto di condivisione progettuale con le associazioni di categorie, quindi commercio, impresa, industria; programmare con tutti i soggetti economici azioni concrete volte non solo a superare le emergenze ma, ripeto, a impostare il futuro».

La crisi economica non sembra affatto superata, l’agenzia dello sviluppo ha un ruolo strategico nel ferrarese. Su cosa bisogna fare leva per uscire da questo tunnel?

«Bisogna attrarre imprese straniere, che non significa internazionalizzare. Significa che con azioni di marketing mirate dobbiamo farne conoscere le nostre potenzialità fuori dai confini nazionali. Perché le potenzialità ci sono. Però dobbiamo crederci noi per primi, superando la tendenza all’elenco dei fattori negativi. Un esempio? È inopinabile che le infrastrutture viarie rivelano oggi criticità. Come che la burocrazia lenta rischia di essere disincentivante. Ma non sono aspetti irrimediabili, sono migliorabili, ci sono progetti. Problema affatto secondario da affrontare con urgenza è il costante calo demografico. D’altro canto però abbiamo buona qualità della vita, vicinanza istituzionale, servizi. Siamo appetibili, molto più di quel che pensiamo. Bisogna che noi stessi ci abituiamo a porre l’attenzione sugli aspetti positivi che diamo per scontati e non annoveriamo più. Siamo noi a doverci presentare. Nei giorni scorsi hanno fatto visita in Sipro i vertici di Staktraft, gruppo leder norvegese nel campo delle energie rinnovabili. Non avevano mai contemplato Ferrara come luogo in cui poter investire».

È prevista la creazione di nuove aree Sipro? E se sì dove?

«L’obiettivo è portare a valore quelle che già abbiamo, sia a livello provinciale che comunale. Su tutte, nel capoluogo, la cosiddetta Area Ferrara Nord. Bisogna fare un passo alla volta, cementando sempre il precedente».

Lei nel suo discorso di insediamento ha parlato, in rapporto a Sipro, di respiro internazionale.

«Sipro, con le sue consolidate prassi in bandi e progetti europei, ha già una visione internazionale dello sviluppo, che può mettere a disposizione di un territorio che, ripeto, ha a sua volta caratteristiche di appetibilità per investitori stranieri. Dobbiamo crederci tutti. Non dobbiamo avere paura di pensare in grande. Almeno, dobbiamo provarci». —





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