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La bava della chiocciola diventa base per una linea di cosmetici

Lauro Casoni

Una filiera interamente  ferrarese che si avvale del  contributo dell’Università di  Ferrara e di aziende del territorio Ottime prospettive commerciali

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Si è rivelata un successo del 2019 l’iniziativa imprenditoriale nel settore della cosmetica che si basa su una filiera tutta ferrarese, e che si avvale del contributo dell’Università di Ferrara, e di una serie di aziende del territorio, “Il secreto di Aspersa” dell’Officina Cosmetica Estense: una linea di cosmetici basati su HelixComplex, prodotto derivato dal secreto di chiocciola. La cosiddetta “bava di chiocciola” con importanti proprietà e che vengono sfruttate nella linea di prodotti denominata appunto “Il secreto di Aspersa”.

«Il progetto – spiega Claudio Trapella professore associato presso il dipartimento di scienze chimiche e farmaceutiche dell’Università di Ferrara – è quella di sviluppare prodotti destinati ai mercati dei settori alimentare, cosmetico e farmaceutico, valorizzando come materia prima il secreto di chiocciola andando al recupero di questa materia di scarto, operazione importante per gli agricoltori sotto il punto di vista di risparmio di costi di smaltimento ma anche per le prospettive di commercializzazione e quindi di profitto».

Il progetto aveva ottenuto un finanziamento di oltre un milione di euro dal ministero dell’istruzione, e la ricerca è stata svolta sotto la coordinazione del professor Trapella in collaborazione con il laboratorio per le tecnologie delle Terapie Avanzate (Ltta) e il dipartimento di scienze mediche dell’Università di Ferrara, l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Cagliari ed il Tecnopolo di Mirandola.

«Puntiamo a fornire un prodotto sicuro sotto il punto di vista microbiologico – spiega Roberta Rizzo del dipartimento di scienze mediche dell’ateneo – per assicurare ai clienti la qualità della materia prima. Fino ad oggi tutti i prodotti che hanno come ingrediente il secreto di lumaca, non dispongono di nessuna certificazione della qualità della materia prima. Qui interveniamo noi – questo è l’aspetto di grande importanza messo in evidenza –, sulla possibilità di offrire un prodotto d’indiscussa qualità con l’utilizzo di tecnologie messe a disposizione dall’università e dal tecno-polo di Ferrara e dalla professionalità degli attori che lavorano al progetto, prima come spin-off dell’università, adesso come start-up innovativa».

È iniziata infine in questi ultimi mesi di attività una stretta collaborazione con l’Istituto “Navarra” nella sede staccata di Ostellato, con la creazione di un piccolo allevamento di lumache sperimentale, utile a dimostrare tutte le fasi di lavorazione del disciplinare di produzione. —

Lauro Casoni

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