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IL CASO

Violenza, minacce e interruzione di pubblico servizio: la Cgil di Ferrara denuncia il comandante dei carabinieri di Copparo

La conferenza stampa alla Cgil di Ferrara con Ilaria Cucchi
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La conferenza stampa alla Cgil di Ferrara con Ilaria Cucchi

Il maggiore Feola avrebbe impedito il ricovero di un uomo arrestato. L'Arma dispone verifiche, incontro con i vertici Ausl: a decidere dev'essere sempre il personale medico

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FERRARA. «Sono già state disposte le necessarie verifiche per accertare le modalità di azione e le eventuali responsabilità del personale coinvolto. Di ogni risultanza sarà immediatamente informata la Procura della Repubblica di Ferrara». Lo spiega una nota del comando generale dell’Arma dei carabinieri, in relazione alla denuncia presentata ieri, venerdì 27 dicembre, dalla Cgil: secondo il sindacato un ufficiale, il maggiore Giorgio Feola, comandante della Compagnia di Copparo, avrebbe impedito al personale sanitario del 118 di dare le cure necessarie a una persona arrestata e che si trovava in caserma. L’episodio è stato segnalato dalla Cgil anche all’attenzione dei ministri della Difesa, della Giustizia e della Salute, al comandante generale dell’Arma e al Garante nazionale dei detenuti. Il fatto risale a settembre.

Caso che è stato presentato questa mattina, sabato 28 dicembre, durante una conferenza stampa alla Cgil di Ferrara, alla presenza del segretario  generale estense, Cristiano Zagatti, al segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Natale Vitali, dell’avvocato Fabio Anselmo e di Ilaria Cucchi, presidente dell’associazione intitolata a suo fratello Stefano.

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Il militare è finito nella bufera a seguito della denuncia - per violenza, minacce e interruzione di pubblico servizio -  della Cgil, che lo ha accusato di aver impedito a un arrestato di ricevere cure mediche. Il fatto sarebbe accaduto a fine estate, quando un ragazzo si è sentito male in caserma. La Cgil ha raccolto la denuncia dei sanitari, che hanno raccontato come il comandante abbia negato il ricovero all’uomo trattenendolo nell’edificio, imponendo ai mezzi del 118 di restare circa tre ore sul posto e ai sanitari la sospensione della terapia sul paziente e chiedendo infine le generalità agli operatori intervenuti.
«Noi abbiamo scritto al direttore generale dell’Ausl di Ferrara che ci ha risposto dopo pochissimo tempo - dice Cristiano Zagatti, segretario generale della Cgil di Ferrara -, dicendoci che ha avuto un colloquio con il comandante provinciale dei carabinieri dov’è emersa una “criticità” e che non sarebbe più accaduto, perché la responsabilità sanitaria è da sempre in capo al 118, al personale medico», afferma.
«Proprio da questa città è partita la mia battaglia e in qualche modo è nata qui anche l’associazione Stefano Cucchi. Perché sono qui oggi? Perché ho deciso nella mia nuova vita di battermi per difendere i diritti fondamentali dell’essere umano. Sono successi fatti gravi, gravissimi e vogliamo capire. Lo faremo assieme ai carabinieri, perché, e continuo a ribadirlo, la nostra non è una battaglia contro di loro ma con loro». Così Ilaria Cucchi stamattina in conferenza stampa alla Cgil di Ferrara.

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