Il sindacato è con i soccorritori «Li hanno tenuti fermi per ore»
La chiamata è arrivata alle 13.15 e la pratica è stata chiusa alle 16 «L’intervento è stato chiesto dai militari in servizio Per poi essere però negato»
copparo. «I medici sono stati costretti da un uomo dell’arma, e quindi non competente in materia, a non rispettare le leggi. Non hanno potuto lavorare e questa volta è andata bene. Ma può la vita di una persona essere legata alla discrezionalità di un carabiniere quando dei medici valutano la necessità di accertamenti immediati in un Pronto soccorso? E perché gli altri militari hanno chimato il 118?». La posizione della Cigil, per voce di Cristiano Zagatti e Natale Vitali, è netta.
«Noi abbiamo scritto al direttore generale dell’Ausl di Ferrara che ci ha risposto dopo pochissimo tempo – dice Zagatti – dicendoci che ha avuto un colloquio con il comandante provinciale dei carabinieri dove è emersa una criticità e che non sarebbe più accaduto perché la responsabilità sanitaria è da sempre in capo al 118».
«Ci saranno mi auguro delle indagini – prosegue Vitali – che andranno a valutare le motivazioni che hanno spinto la responsabilità più alta in grado ad agire con quel comportamento che ha determinato la sottrazione di due mezzi del 118 per l’intera popolazione provinciale ferrarese per ore in modo immotivato». Automedica e ambulanza sono rimaste all’interno della caserma per circa tre ore «togliendo di fatto la possibilità ad altri interventi, altri codici rossi, per la popolazione ferrarese. C’è un nostro interesse specifico per la tutela di un individuo ma c’è anche un interesse generale negato ai sanitari che sono pubblici ufficiali».
Infine, «sia chiaro che la nostra presa di posizione è solo contro un singolo individuo e che abbiamo invece trovato la massima collaborazione da parte dei vertici provinciali dell’arma». —
An.Bo.
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