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Export con il freno tirato Il Made in Fe cala all’estero

Export con il freno tirato Il Made in Fe cala all’estero

Macchinari e chimica i settori che registrano la maggiore contrazione Dati in miglioramento invece per prodotti alimentari e articoli in gomma

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Gli indicatori sul commercio internazionale, elaborati e diffusi dalla Camera di Commercio di Ferrara sugli ultimi dati Istat e riferiti ai primi nove mesi dell’anno, hanno confermato la forte riduzione delle vendite all’estero delle imprese ferraresi, già riscontrata nei trimestri precedenti. Sono state esportate merci per oltre 1,8 miliardi di euro, con una variazione tendenziale negativa del –9% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il trend negativo ferrarese è in contrasto con l’andamento positivo dell’Emilia-Romagna, che continua a mostrare un’espansione dell’export con un +4,8%.

Due velocità

La nostra provincia è l’unica della regione che registra una variazione negativa, riducendo così la propria quota sull’export regionale al 3,6% contro il 4,1% del settembre 2018. Anche le importazioni ferraresi calano rispetto al primo semestre del 2019 (-6,5%). L’Europa si rivela ancora una volta la destinazione e la provenienza principale, rappresentando più dei due terzi dell’export ferrarese totale (67,1%).

Gli Stati Uniti restano il secondo partner per la struttura imprenditoriale ferrarese, superati solo dalla Germania, verso cui sono state esportate merci per un valore comunque inferiore rispetto allo stesso periodo del 2018, a causa di una contrazione determinante dei prodotti chimici. Le uniche variazioni positive, tra i consueti paesi osservati, si registrano per Brasile (10,4%), Russia (+18,9%) e Sud Africa (+26%), ma occorre segnalare la crescita registrata dall’export ferrarese anche in Repubblica Ceca, Svizzera, Svezia, Ungheria e Danimarca. Al di fuori del vecchio continente, sono aumentate molto le esportazioni in Algeria (+69%), dove sono dirette merci per oltre 16 milioni di euro, principalmente si tratta di macchinari, e in Messico (+52,1%), anche in questo caso si tratta di macchinari, ma anche di prodotti chimici. Occorre inoltre segnalare per forti incrementi relativi, anche destinazioni come Australia (+9,6%), Camerun, Emirati Arabi e Slovacchia. Si rilevano cali anche tra le importazioni (-6,5%) con qualche eccezione, per il valore dei prodotti acquistati da come Cina e India.

Settori colpiti

La contrazione tendenziale delle esportazioni di Ferrara è nei settori cardine per il commercio internazionale ferrarese: automotive e la chimica, che insieme valgono circa un terzo dell’export ferrarese e sono diminuiti rispettivamente del –40% (circa 93 milioni in meno) e del –15% (-73 milioni). La voce relativa ai macchinari, non riesce a conservare il valore dello scorso anno di poco più di 18 milioni di euro e una variazione negativa pari al –3,2%.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente aumenta l’export per i prodotti alimentari, gli articoli in gomma e i prodotti di minerali non metalliferi e i prodotti in metallo. Non ce la fa neppure il settore agricolo che nel primo semestre aveva registrato una crescita, ora invece è in contrazione, e si segnalano riduzioni in peggioramento anche per la pesca e gli apparecchi elettronici. Da evidenziare un aumento rilevante di quasi 23 milioni di euro per l’aggregato “altri prodotti” che comprende prodotti del trattamento dei rifiuti diretti soprattutto in Cina, Austria e Polonia. —

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