Imprese in flessione: -1,6% È il dato peggiore in Emilia
il report
Continua il calo delle imprese attive in provincia di Ferrara, che si configura come il territorio più in difficoltà da questo punto di vista dell’intera Emilia Romagna: un dato che fa riflettere in piena campagna elettorale per il rinnovo della Regione. Il confronto emerge dal report della Camera di commercio di Milano e Monza, che analizza i dati relativi ai terzo trimestre 2019 a confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso. Quest’anno lo stock d’imprese è fermo a quota 31.365, con 85.842 addetti, contro i 31.888 del terzo trimestre 2018: la variazione è di -1,6%. L’andamento è negativo in tutte le province emiliano-romagnole, ma con flessioni più ridotte. Bologna, Modena e Rimini, ad esempio, cedono “solo” lo 0,4% del loro stock di sedi aziendali, Parma è a -0,3%; chi fa peggio, come Piacenza e Ravenna, si fermano comunque a -1,1%. L’andamento è simile in Veneto e in Piemonte mentre la Lombardia è più contrastata.
A livello quantitativo resta l’agricoltura il settore più presente, con 7.594 unità, seconda solo a Bologna e Modena. Nelle attività manifatturiere ci rimane dietro la sola Piacenza, di 10 unità.
L’Osservatorio economia della Camera di commercio di Ferrara si è cimentato con scenari previsionali sul 2020, che mostrano cifre in gran parte positive per quanto riguarda il valore aggiunto provinciale (+0,5%), dell’industria (+1% dal -1,3% di quest’anno) e dei servizi (+0,4% rispetto alla chiusura 2019 prevista con -0,3%). Bisognerà vedere se questi scenari saranno confermati e, nel caso, che incidenza avranno sui numeri di aziende e dipendenti. —
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