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BEVILACQUA  

Addio all’ex presidente di calcio e sagra «Gli dobbiamo tanto»

Addio all’ex presidente di calcio e sagra «Gli dobbiamo tanto»

Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Franco Roncarati Nell’omelia il sacerdote cita una metafora sportiva  

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BEVILACQUA. Franco Roncarati ha espresso un ultimo desiderio: quello di andarsene indossando la tuta della Bevilacquese, e così è stato. Il mondo del calcio dilettantistico ha voluto porgere il suo omaggio, ieri mattina, allo storico presidente del club biancazzurro, deceduto lunedì all’età di 68 anni. Una squadra che ha amato e che ieri era raccolta attorno alla chiesa di Bevilacqua per dare il suo saluto.

L’ADDIO DEL CALCIO

Radunati nella piazzola dove arriva il feretro ci sono dirigenti di tutti i club amici: Tonino Govoni (presidente del Casumaro), Tiziano Malaguti, Gianni Fortini ed il consigliere Alberghini (XII Morelli), mister Giordano Ferioli (ex bandiera della Centese), Andrea Filippini e Maurizio Simonati (ex Reno Centese), ed ancora giocatori, tecnici, dirigenti: esponenti del Galeazza e del Sant’Agostino. Società, quest’ultima, nella quale Roncarati militò da giocatore, transitando anche da Palata Pepoli e Persicetana.

Una vita per il calcio, dunque, che contagia inevitabilmente anche l’omelia del parroco, don Marco Ceccarelli: «Esiste gente che cerca di cambiare il mondo con grandi programmi, Franco Roncarati c’è riuscito con dei tortelloni, quelli della sua sagra – dice il parroco dall’altare –. Stando insieme ai ragazzi e cercando di organizzare per loro lo sport più bello».

LA METAFORA

La metafora che esce, attraverso una cerimonia in cui si passano in rassegna il Libro della Sapienza ed il vangelo di Matteo, è quella di una “finale”. «Ricordate quella di Spagna ’82?», chiede ai fedeli don Marco, imitando la voce dell’indimenticato Enrico Ameri durante il rigore fallito da Antonio Cabrini. «Ma come quella finale, di fronte alla debolezza e alla malattia, ci sono stati altri 45 minuti in cui si è ottenuta la vittoria. Paolo Rossi, allora, può essere la provvidenza, ed Altobelli la vicinanza del Signore». Roncarati, lasciando un segno con la sua esistenza, ha ottenuto la vittoria nel Regno dei cieli. Don Ceccarelli porta il saluto dell’ex parroco del paese, don Silvio, mentre Valeria Foceri (consulta civica) ricorda come Roncarati «abbia fatto tanto per il suo paese: promuovendo la sagra, attivandosi per la parrocchia. Siamo vicini alla famiglia».

Nei primi banchi ci sono la moglie di Roncarati, Loretta, e i figli Andrea ed Alessio, con i nipoti dell’ex presidente biancazzurro. Il figlio maggiore, Andrea, ringrazia i presenti alla fine della cerimonia e rimanda a future iniziative solidali per l’associazione “100% Cuore”. L’ultimo saluto avviene tra due ali di folla, fuori dalla chiesa. Un ultimo viaggio per un uomo che ha speso la vita per il prossimo. —

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