È ancora scontro in Unione Il nuovo statuto si allontana
Bocciata la proposta dal centrosinistra, non bastano i consiglieri in più a Copparo «Il centrodestra non può definire a tavolino maggioranze non realistiche»
COPPARO. «In questi giorni la commissione per la formulazione del nuovo statuto si riunirà l’ultima volta e chiuderà il lavoro». Il presidente dell’Unione Terre e Fiumi, Andrea Zamboni, è stato cattivo profeta visto che quella che doveva essere l’ultima riunione della commissione rischia di essere solo una di una lunga serie...
Il nodo del contendere, ormai è noto, è la volontà della maggioranza in consiglio comunale a Copparo (di centrodestra) di avere una maggiore rappresentatività del territorio, inevitabilmente a discapito degli altri due comuni dell’unione, Riva del Po e Tresignana.
Che Copparo (visto il maggior numero di abitanti, dunque di contribuenti) ne abbia diritto è fuori di dubbio, ma se dopo i primi incontri pareva esserci un deciso avvicinamento fra le parti, ora la distanza è diventata ad essere notevole. Anche perché si parte da una diversa concezione dell’Unione, fra chi la vede come una società per azioni che va diretta dall’azionista di maggioranza e chi la vede come un ente di mutua assistenza e di crescita comune. È chiaro che la seconda ipotesi - quella seguita finora - comporta passi lenti e consolidamento dei servizi, la prima ipotesi, invece, necessiti di forti peri e contrappesi.
la proposta
L’accordo pareva essere stato trovato sull’idea di revisione statutaria (necessaria con i cambiamenti dell’ente avvenuti negli ultimi due anni) proposta dal gruppo UnioneSì, che in seno a Terre e Fiumi comprende tutti i consiglieri di centrosinistra dei tre comuni membri. «Proposta che vuole raccogliere l’esigenza del Comune di Copparo di essere maggiormente rappresentato in consiglio dell'Unione - spiegano i consiglieri del gruppo -e che, allo stesso tempo, intende garantire equa rappresentanza ai Comuni di Tresignana e Riva del Po. Nell'ambito della commissione abbiamo cercato di proporre una sintesi all'altezza delle aspettative di tutti i gruppi e siamo fiduciosi che anche il centrodestra voglia confrontarsi nel merito, senza abbandonarsi alla tentazione di usare lo statuto per definire a tavolino maggioranze non realistiche. Per questo motivo, la proposta depositata prevede 13 consiglieri per Copparo, 6 di Tresignana e 6 di Riva del Po, con le dovute proporzioni fra maggioranze e minoranze presenti nei singoli comuni. Allo stesso modo, per il funzionamento della giunta immaginiamo uno strumento che spinga i sindaci a collaborare nell'interesse dei cittadini, attraverso una norma che vincoli l’adozione delle delibere di giunta alla maggioranza di almeno due sindaci, che devono comunque rappresentare la maggioranza della popolazione».
il blocco
L’ultima commissione, però, avrebbe visto la maggioranza consigliare copparese immaginare una diversa suddivisione dei posti in consiglio, la quale tenga conto numericamente del numero di abitanti nei tre territori comunali. Una richiesta che viene vista dai consiglieri di centrosinistra come una evidente forzatura in chiave politica, per dare la possibilità al centrodestra di avere la maggioranza nell’unione. Ossia il primo motivo di scontro alla partenza della commissione. —
D.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google