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la morte di giuseppe trentini 

La verità dall’autopsia Dopo la tragedia in casa

La verità dall’autopsia Dopo la tragedia in casa

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L’autopsia è stata fissata alla prossima settimana e solo dai risultati degli esami medico legali si potrà sapere qualcosa di più della tragedia di Giuseppe Trentini, il noto musicista della banda Gino Neri, deceduto la settimana scorsa a 52 anni in ospedale dopo una banalissima caduta in casa. Una indagine conoscitiva è stata aperta dalla procura, pm Alberto Savino, che ha ordinato appunto l’autopsia per conoscere con esattezza le cause. Un atto sollecitato dall’amministratore di sostegno di Trentini, l’avvocato Alessandro Montanari, che aveva inviato la segnalazione alla stessa procura chiedendo di eseguire appunto l’autopsia: «Perché il signor Trentini aveva 52 anni e non è possibile morire a questa età senza nessuna ragione», spiegava ieri Montanari che ha svolto dunque un ruolo importante, prima nella vita di Trentini – come amministratore di sostegno – e adesso potrebbe anche avere il ruolo di curatore speciale. Un altro giudice potrebbe nominarlo per gestire gli atti amministrativi che seguiranno l’indagine, soprattutto da valutare – visto che non ha eredi diretti – l’eventuale contesa sull’eredità di Giuseppe Trentini. Ricordiamo che Trentini era stato operato all’anca ai primi di dicembre e che era caduto in casa il 27 dicembre: poi il ricovero al Sant’Anna di Cona, le dimissioni e il seguente ricovero alla Salus: «Non lanciamo accuse a nessuno – ribadiva Montanari – vogliamo solo chiarezza». –

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