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Le donne, il lavoro e la famiglia Una rete per aiutarle a crescere

Le donne, il lavoro e la famiglia Una rete per aiutarle a crescere

La Regione finanzia il progetto del Comune per dare sostegno a chi lavora E prendono il via i corsi per la formazione di baby-sitter e badanti

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BONDENO. Alzi la mano chi non ha avuto bisogno, almeno una volta, di qualcuno che si occupasse dei bambini o degli anziani di casa, per ragioni lavorative. Nel caso delle donne, si tratta di un cruccio che si ripresenta più o meno quotidianamente e, se non si ha un adeguato supporto familiare in tal senso, spesso costa opportunità di lavoro o comporta una miriade si sacrifici aggiuntivi, penalizzando la donna impegnata in attività lavorative. Ecco, allora, che il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale per un proprio progetto, allo scopo di mettere in “rete” una serie di attori sociali presenti sul territorio, per agevolare le opportunità di lavoro della donna.

RETE DI AIUTI

Il progetto si chiamerà “Rete Donna”, una rete di servizi che servirà per aiutare chi ha bisogno di un sostegno, ai fini delle proprie legittime esigenze di carriera.

«Dopo avere ottenuto l’atteso finanziamento regionale per il nostro progetto – dicono gli assessori Francesca Aria Poltronieri e Francesca Piacentini, che hanno lavorato in “tandem” alla realizzazione dell’obiettivo – in queste settimane vedremo partire i primi corsi, rivolti alle aspiranti baby-sitter e assistenti domiciliari (quelle che tutti conoscono più semplicemente come badanti). Sono due figure ormai essenziali nella vita di tutti i giorni, perché in famiglia la donna che lavora si trova a dover accudire bambini, anziani, spesso persone malate o diversamente abili. Il nostro progetto intende aiutare la donna nel suo quotidiano».

Nei giorni scorsi, i due assessori alle Pari Opportunità e alle Politiche sociali hanno incontrato il direttore di Ial Emilia-Romagna di Ferrara, Enrico Benatti. «Si è concordata insieme la partenza dei corsi rivolti alla formazione di baby-sitter e badanti, che saranno la prima azione concreta del nascente progetto».

CONTRIBUTO REGIONALE

Un progetto finanziato con 22mila e 400 euro (suddivisi in due anni) di cui 17mila e 920 euro da parte della Regione (3mila e 584 euro per il 2019 e 14mila e 336 euro per il 2020). Un contributo utile per sostenere le varie attività previste: da quelle formative alle altre riguardanti le pari opportunità, fino all’assistenza che sarà fornita a chi lavora ed ha bisogno di aiuto.

Il coinvolgimento del Comune è stato rivolto a diversi soggetti: oltre a Ial, fanno parte del “team” La Locomotiva, la cooperativa sociale Serena, coop sociale In Cammino e la Parrocchia di Scortichino, tutte già coinvolte in numerose iniziative sociali. Nel corso della sperimentazione di “Rete Donna” si vuole arrivare a definire un “albo” delle collaboratrici familiari (le badanti) e delle baby-sitter, in modo da creare un ulteriore elemento di garanzia per il cittadino.

Nella speranza, naturalmente, che “Rete Donna” possa tracciare un sentiero, lungo il quale proseguire anche in futuro. —

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