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Rimborsi ai bondisti Carife Il Fitd: c’è ancora tempo

Stefano Ciervo
Rimborsi ai bondisti Carife Il Fitd: c’è ancora tempo

Scaduto senza proroghe il termine, il Fondo però lascia spiragli di flessibilità Mancano un migliaio di domande d’integrazione su tutte le banche azzerate

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Una quota significativa di bondisti Carife non ha richiesto l’integrazione del rimborso per le obbligazioni azzerate, rinunciando così, consapevolmente o meno, a soldi ai quali aveva diritto. È quanto emerge dall’analisi dei primi dati a disposizione dopo la chiusura ufficiale dei termini per la presentazione delle domande, fissata al 27 dicembre 2019. Per questi ritardatari, però, si apre uno spiraglio da parte del Fondo interbancario per la tutela dei depositi, che sta seguendo anche il rimborso bis: «Accetteremo istanze fuori termini» è il messaggio che arriva da Roma, anche se non ci sono garanzie di tempistica. Meglio insomma fare presto per sfruttare questa “coda” inaspettata.

la procedura

La possibilità di rimborso per un ulteriore 15% di quanto perduto, in aggiunta all’80% già liquidato due anni fa, è guidato da una procedura pressoché automatica: tutti coloro che avevano ottenuto il primo ristoro (escluse quindi le domande respinte per vari motivi) potevano, e quindi possono ancora, presentare una semplice domanda d’integrazione al Fitd, indicando eventuali modifiche di dati rispetto alla documentazione già inoltrata. È quest’ultima variabile l’unico possibile intoppo per il buon fine della richiesta, il che spiega le pochissime istanze respinte in questa seconda tornata (appena 15), visto appunto l’automatismo della procedura.

i numeri

Al 23 dicembre, aggiornamento pressoché definitivo, erano arrivate al Fitd 14.429 richieste, con 234 liquidazioni già avvenute per un totale di 521.690 euro. Il confronto con la platea dei beneficiari del rimborso all’80% evidenzia una discrepanza abbastanza significativa: le pratiche liquidate in prima istanza sono state infatti 15.443, quindi manca all’appello un migliaio di aventi diritto.

Non ci sono dati specifici sugli ex Carife, che però nelle rilevazioni definitive del primo rimborso rappresentavano il 40% del totale delle pratiche. È dunque possibile ipotizzare che qualche centinaia di bondisti azzerati ferraresi siano al momento fuori dal ristoro integrativo, con cifre perse che potrebbero superare il milione di euro.

lo spiraglio

Interviene a questo punto la flessibilità “sposata” dal Fitd, espressa ieri dal vicedirettore Salvatore Paterna, che cura direttamente le procedure di rimborso. Poiché non ci sono stati interventi legislativi di proroga della scadenza del 27 dicembre, ma la procedura era stata mutuata da quella Fir per gli azionisti, che invece è stata prorogata, il termine è stato giudicato «non perentorio. Accetteremo istanze fuori termine, quindi». Non è però detto che la flessibilità per queste prime settimane dell’anno si prolunghi fino alla scadenza indicata per il Fir, cioè il 18 aprile, e ad oggi nemmeno sulla prima data indicata per gli azionisti, ovvero il 18 febbraio. È quindi il caso di sfruttare il prima possibile questo spiraglio lasciato aperto dal Fitd, come del resto predicano le associazioni dei risparmiatori, preoccupati delle mancate domande. —

Stefano Ciervo

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