Nella casa Acer finché il reddito Isee è basso Ma la decadenza può scattare anni dopo
Il caso del vicesindaco Lodi rivela la complessità del meccanismo Al cessare dei requisiti vi sono 365 giorni per lasciare l’appartamento
l’analisi
Come ogni anno anche in questo 2020 gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica avranno tempo da gennaio ad aprile per presentare una nuova attestazione Isee, con i redditi in questo caso relativi al 2018, che attesti il mantenimento dei requisiti di reddito, con un eventuale aggiornamento del canone di locazione. E fra loro ci sarà anche l’inquilino ferrarese sicuramente più noto, il vice sindaco Nicola Lodi, che in questa campagna elettorale è stato tirato in ballo più volte visto «il “salto reddituale” consistente del 2019» diceva ad esempio l’altro giorno Emilia Romagna Coraggiosa, la lista che sostiene il governatore Stefano Bonaccini, che proiettava nel 2022 il saluto di Lodi al “suo” appartamento. Previsioni dedotte sulla base del Regolamento di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) che in realtà potrebbe anche ipoteticamente assicurare il vicesindaco fino al 2023.
IL REGOLAMENTO
Ogni anno Acer, sulla base delle nuove attestazioni Isee, verifica appunto che permangano i requisiti di reddito (24mila euro è il limite), da adeguare eventualmente rispetto al canone di locazione. Esistono infatti tre fasce di reddito per determinare i livelli del canone: quella da zero a 7. 500 euro, quella da 7. 500 a 15mila euro e quella da 15 a 24mila euro, e ad ogni fascia corrisponde un ben determinato canone. Nel caso in cui invece non sussistano più i limiti di reddito allora il Regolamento stabilisce la «decadenza dell’assegnazione» che, in certi casi, comporta il «rilascio immediato dell’alloggio», ma non se la decadenza avviene per il superamento del limite di reddito. In quest’ultimo caso si avrà «il rilascio dell’alloggio con decorrenza dal 365esimo giorno successivo alla data della dichiarazione di decadenza».
L’Isee poi non dipende solo dal reddito e ci sono diversi parametri che potrebbero eventualmente portare l’inquilino a perdere i requisiti utili alla permanenza nell’alloggio Erp. Uno di questi potrebbe essere una modifica nella composizione del nucleo familiare, a cui l’Isee deve essere commisurato: potrebbe succedere per esempio che un componente esca dal nucleo familiare e anche se l’Isee è più bassa, suddivisa su quel nucleo, dia un risultato comunque superiore al limite di reddito.
le ricadute
Riassumendo, bisogna poi tenere conto che le dichiarazioni dei redditi si riferiscono a quanto percepito realmente l’anno precedente; e i conteggi sui requisiti possono appunto cambiare per motivi legati alla composizione del nucleo familiare. Nel caso di Lodi, inoltre, c’è una variabile in più in quanto il primo anno “pieno” di stipendio da vicesindaco sarà il 2020 (la nomina è arrivata solo a metà dell’anno scorso). La complessità del meccanismo dunque fa sì che lo sforamento della soglia Isee possa scattare fino a due anni dopo l’effettiva acquisizione dei redditi che la determinano.
Registrato lo sforamento, scattano poi i 365 giorni di tempo per lasciare l’appartamento, stabiliti per legge. Applicando questo schema al caso del vicesindaco si potrebbe quindi arrivare al limite massimo del 2023, cioè un anno prima di fine consiliatura, alla quale è legato appunto il reddito in questione. —
Giovanna Corrieri
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