La perizia sul “Mazza” non è ancora depositata Scadenza il 18 gennaio
L’inchiesta sullo stadio Paolo Mazza partita la scorsa estate non è ancora conclusa.
La perizia del consulente tecnico della procura ferrarese, l’ingegnere Carlo Pellegrino non è ancora depositata, è ancora sotto proroga (l’ultima scadrà il 18 gennaio), nonostante il termine iniziale fosse stato fissato al 18 ottobre scorso. Dunque si dovrà attendere questa nuova scadenza per conoscere con esattezza ciò che il consulente della procura prescriverà; dopo lo studio di misurazioni, analisi dei materiali e confronto con le parti (legali e periti dei 14 indagati, tra tecnici e costruttori del nuovo stadio).
Alcuni difensori hanno avuto rassicurazioni dalla procura sul deposito di metà gennaio, e solo allora, con la relazione finale del tecnico Pellegrino, si potranno fare valutazioni. Le stesse difese sollecitano la procura a chiudere l’indagine sui profili di responsabilità ipotizzati, quali frode in fornitura e falsi nelle prove di collaudo. Sono 14 gli indagati per questi titoli di reato, tra imprenditori e tecnici, ma fino a che la perizia non verrà depositata e letta, la procura non potrà adottare nessuna decisione: se andare avanti o archiviare. È bene ricordare, come sostengono le difese, che a monte di un appalto del valore di oltre 2 milioni di euro (l’allargamento dello stadio Mazza per adeguarlo alla serie A) i rilievi sui punti critici evidenziati dai test di questa estate hanno portato alla luce alcune criticità (bulloni, flange, parapetti, pilastri e coperture) che in questi mesi sono state sanate con lavori eseguiti dal Comune e che hanno impegnato una spesa irrisoria, nemmeno 6mila euro.
Dunque, sarà possibile contestare una frode alla luce di queste relative e ridotte difformità. Questo è il dubbio che le difese sollevano. –
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