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Le coop della pesca critiche con la Regione

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porto garibaldi. Le cooperative della pesca che fanno parte della Rete d’impresa “Repubbliche Marinare” (cui aderiscono “La Valle” “Coalmo” e “Romanina”) hanno inviato una dura nota alla Regione Emilia Romagna per «non aver mai provveduto a riqualificare aree con forte vocazione a riproduzione spontanea di seme di vongole, da anni oggetto di concessione demaniale marittima in capo di ben determinati soggetti, sottraendoli così all’utilizzo dell’intera platea di concessionari». In poche parole, da tempo le cooperative in questione hanno chiesto la rimodulazione delle concessioni marittime della pesca: «Ci sentiamo come Cenerentola - scrivono in una nota -. Non siamo messi nelle condizioni di poter lavorare al meglio e non c’è alcun motivo perché questo non debba avvenire».

i fatti

La speranza di veder cambiare le cose si è smorzata alla fine dell’anno, quando «abbiamo dovuto tristemente prendere atto di come la giunta regionale sia stata totalmente indisponibile ad accogliere le osservazioni da noi presentate in merito alla proposta di ampliamento delle aree utili al reperimento di novellame selvatico di vongole».

In pratica, considerato che «l’eventuale inclusione delle aree residuali del Bassòn (Porto Garibaldi), per la loro modesta estensione, non potrebbe essere attuata invocando il criterio della pubblica utilità e rappresentando invece tale scelta soltanto un’ulteriore forzatura, chiediamo con forza la derubricazione del Bassòn (assegnata alle cooperative) da Area di tutela biologica ad area ordinaria, non esistendo più da anni i presupposti per il mantenimento di tale classificazione, la quale appare evidente, sia soltanto la motivazione formale per relegare diverse cooperative in un esiguo ed ingiustificato ghetto». —

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