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«Addio “Toni”, uomo ruvido dal cuore grande e generoso»

«Addio “Toni”, uomo ruvido dal cuore grande e generoso»

Ieri a San Martino il funerale di Antonio Galan, l’abbraccio del paese alla vedova Il figlio Marco da anni in stato vegetativo dopo un incidente in caserma, a Ferrara

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Alla fine si è formata una lunga coda, perché quasi ognuno dei presenti ha voluto salutare di persona Laura Aguiari, la vedova di Antonio Galan, morto a 76 anni, al Sant’Anna, dopo una lunga malattia. Ex tecnico Amga e Agip, il suo nome è stato pubblicamente e per oltre 13 anni legato a doppio filo, assieme a quello della moglie Laura, alla tragica storia di Marco, il figlio, ex vigile del fuoco oggi 56enne, rimasto gravemente ferito durante un’esercitazione in caserma, a Ferrara, nel 2006. Marco viene assistito a casa da un pool di operatori sanitari che nell’ultimo decennio, e oltre, ha aiutato la famiglia a fornire le cure necessarie ad un paziente che, uscito dal coma, è rimasto in stato vegetativo.

Al funerale, ieri a San Martino, hanno partecipato circa 200 persone. Seduti nei primi banchi della chiesa della frazione durante la cerimonia celebrata da don Giacomo, affiancato dal parroco don Marino, c’erano il prefetto Michele Campanaro, l’attuale comandante provinciale dei vigili del fuoco, Antonio Giovanni Marchese, e l’ex comandante Mario Sarno.

La vedova ha invitato il prefetto a casa: «Venga a trovarci, ora mi è rimasto solo Marco e le persone straordinarie che lo seguono giorno e notte». Agli amici, poco più tardi, ha confidato: «Accanto a Marco, nella nostra abitazione, opera un team collaudatissimo. Ma siamo tutte donne, non ci dispiacerebbe avere una mano, un aiuto». Gli “angeli” di Marco, le persone che si turnano attorno al suo letto, ieri erano in chiesa, sedute di fianco a Laura Aguiari, da tempo costretta in carrozzina.

L’omelia

A ricordare chi era e come era Antonio Galan è stato don Giacomo. «Conosco la famiglia da un anno e mezzo - ha detto ai cittadini raccolti in parrocchia - “Toni”, con questo nome lo conoscono gli amici, era una persona ruvida al primo approccio, con un carattere forte e un cuore grande che era il dono che ha fatto a tutti noi». Don Giacomo ha raccontato di averlo conosciuto tramite una ragazza che lo aveva accompagnato durante una missione e che “Toni” Galan conosceva fin da quando era bambina. «Sapeva che stavamo andando ad aiutare i poveri e ci ha consegnato regali generosissimi. Poi ho conosciuto Laura e Marco. “Toni” e Laura Galan hanno fatto tutto il possibile per il figlio. “Toni” ha lottato a lungo per i diritti di Marco, per garantirgli una vita dignitosa. Era una persona sincera e di grande spessore umano». Per l’incidente fu condannato per lesioni l’ex comandante dei vigili del fuoco dell’epoca a Ferrara, dopo una lunga battaglia giudiziaria. —

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