Chiesa di S. Antonio Via libera al restauro di affreschi e dipinti
Il Comune ha autorizzato il subappalto specialistico Intervento di messa in sicurezza delle opere d’arte
È uno dei gioielli storici della città, un luogo di arte e di meditazione che nei secoli ha reso Ferrara più ricca sul piano culturale.
La chiesa di Sant’Antonio in Polesine e l’annesso monastero delle suore di clausura sono sottoposti in questi mesi a un paziente lavori di restauro per il miglioramento strutturale post sisma degli immobili del complesso. Poco prima di Natale, con una determina dirigenziale del Comune di Ferrara, stazione appaltante dei lavori, è stato autorizzato il subappalto di una parte degli interventi dall’Ati appaltatrice al laboratorio di restauro di Ottorino Nonfarmale, specializzato nei recupero di dipinti, affreschi ed opere d’arte.
Con un importo maggiorato di 25mila euro, per oneri della sicurezza non soggetti a ribassi d’asta, il laboratorio di restauro con sede a San Lazzaro di Savena dovrà ora occuparsi della messa in sicurezza dei dipinti con un parziale restauro pittorico degli intradossi della volta destra della volta sinistra, della volta centrale e del rosario della zona coro, come da progetto nel monastero di Sant’Antonio in Polesine.
Il laboratorio Nonfarmale ha curato numerosi restauri di chiese e luogo d’arte in questi anno post sisma e anche in questa circostanza dovrà mettere mano ad un importante lavoro di salvaguardia di autentici capolavori a cominciare da opere storiche che vanno dalla scuola giottesca e bizantina e quella rinascimentale. Fu il primo monastero femminile della città di Ferrara fatto costruire dal marchese Azzo VII per la figlia Beatrice d’Este.
Le monache benedettine, alle quali è affidata la cura e la custodia di questa zona monasteriale e monumentali si sono sempre prodigate nei secoli per mantenere la bellezza e la spiritualità di uno dei luoghi più suggestivi della città.
L’operazione complessiva dell’intero restauro di chiesa e monastero è di oltre 1 milione e mezzo di euro per buona parte finanziati con i contributi regionali per la ricostruzione. —
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