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Errori nella biopsia 

Familiari della vittima contro l’archiviazione

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La famiglia lo ha ripetuto anche ieri davanti al giudice Silvia Marini: Nadia Ganzaroli che aveva 60 anni, morì per un tumore nel febbraio 2018 per colpa dei medici che dalla biopsia eseguita 2 anni prima e per errori non individuarono la patologia in corso. Un errore che poteva essere evitato per il legale della famiglia, l’avvocato Olga Ferroni che aveva attivato la causa giudiziaria accusando il medico. Di parere opposto la difesa del medico stesso, l’avvocato Michele Ciaccia che ieri al giudice ha depositato una serie di atti e memorie tecniche, e rilevato che lo stesso incidente probatorio (una superperizia) e la stessa consulenza tecnica del procedimento civile in corso hanno indicato che non vi sono responsabilità del medico, poichè la stessa scienza medica indica la possibilità di “leggere” falsi negativi in questo tipo di esami.

Ieri in tribunale si è discussa tra le due parti la richiesta di archiviazione presentata dalla procura nei confronti del medico, alla quale si sono opposti i famigliari della vittima e il loro legale. Il giudice Marini dopo aver ascoltato a lungo le parti ha chiuso la discussione e vista la materia tecnica, per cui necessitano approfondite valutazioni, si è riservata la decisione. Una riserva che scioglierà nei prossimi giorni indicando se accogliere l’archiviazione oppure ordinare altre indagini alla procura. —

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