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Pubblico e privato uniti per la promozione territoriale

D.B.
Pubblico e privato uniti per la promozione territoriale

Definito il progetto per una nuova Apt formata da Pro Loco e operatori turistici «Ambiente, storia e prodotti da valorizzare: sarà il braccio operativo dei comuni»

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CODIGORO. Fare rete per fare turismo e promuovere il territorio: quante volte se ne sente parlare? Ebbene, quello che è già partito nel Basso Ferrarese è un progetto concreto che mette al centro i volontari (in prima battuta le Pro Loco) nell’ambito della nuova politica avviata dall’Unpli, ben spiegata alla Nuova Ferrara dal presidente provinciale Enzo Barboni, la quale si può riassumere in questa frase: «Le Pro Loco non devono limitarsi a fare gastronomia, siamo aps e dobbiamo promuovere cultura e turismo nel territorio».

E, in tal senso, il Basso Ferrarese è un territorio che può offrire anche natura (si pensi al Boscone della Mesola) e, soprattutto, storia, ovviamente riferendoci alla millenaria Abbazia di Pomposa. Perché - vale la pena sottolinearlo - se un edificio della valenza culturale e storica di Pomposa fosse in un altro Stato, probabilmente la sua visibilità (e promozione) supererebbe ampiamente i confini provinciali. «D’altronde - conferma Davide Nardini, ex sindaco di Codigoro e presidente dell’Asp del Delta, in questo progetto coinvolto come vicepresidente Pro Loco di Codigoro -, ogni anno viaggiamo su una media di 180mila visitatori all’Abbazia e nel 2019 abbiamo chiuso con oltre 1.400 pullman di turisti, il 30% in più rispetto al 2018».

nuova apt

Ebbene, le Pro Loco di Goro, Mesola, Bosco Mesola, Ariano e Codigoro hanno già gettato le basi per la costituzione di una Apt (associazione promozione turistica), che insieme agli uffici Iat dei tre Comuni interessati (Codigoro, Goro e Mesola) ponga la massima attenzione alla valorizzazione di ambiente, edifici e prodotti tipici. Insomma, l’Abbazia di Pomposa e il Castello di Mesola, ma anche il palazzo del Vescovo a Codigoro, il faro e l’isola dell’amore di Goro, l’antico porto di Gorino, il castello ottogonale di Ariano, le dune di Massenzatica, i fortini della Seconda Guerra Mondiale nel Mesolano per arrivare poi ad asparago, pomodoro, radicchio e ovviamente le vongole. «Ad esempio, il Comune di Codigoro - spiega Nardini - sta già investendo parecchio in comunicazione e promozione del territorio. Le Pro Loco in questo modo diventerebbero il braccio operativo delle amministrazioni, con l’appoggio degli uffici Iat. È tutto pronto, statuto compreso: pensiamo entro la fine del mese di concludere il percorso e fondare l’Apt tra pubblico e privato, compresi gli operatori turistici presenti nel Basso Ferrarese. Non dimentichiamo che, con la riforma del III settore, le Pro Loco sono diventate imprese e possiamo partecipare ai vari bandi. E poi, il nostro è un territorio dove il turismo può funzionare tutto l’anno: le prime prove effettuate hanno dato ottimi risultati, a partire dall’Abbazia». —

D.B.

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