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i candidati berlusconiani 

Sgarbi (FI) ha Bonaccini nel mirino: l’assenza dei partiti nel suo simbolo ridurrà la platea dei consensi

Giovanna Corrieri
Sgarbi (FI) ha Bonaccini nel mirino: l’assenza dei partiti nel suo simbolo ridurrà la platea dei consensi

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Se l’inclinazione di Ferrara è essere «obbediente», come lo è stata votando per settant’anni il partito comunista, per il capolista di Forza Italia alle Regionali Vittorio Sgarbi, non ci sarà praticamente partita; c’è poi da considerare il «breve e buon governo di Alan Fabbri» che potrà «confortare i cittadini e spingerli a confermare il voto al centrodestra», come alle scorse Comunali, e la fedeltà alle idee e l’identità di partito che, diceva Sgarbi, negli avversari manca: «Non allarga la platea del consenso l’assenza di simboli, anzi la riduce», considerava il candidato riferendosi a Bonaccini. È stata, quella di ieri, una presentazione dei candidati di Forza Italia alle Regionali “monopolizzata” dal critico d’arte, molto presente del resto negli stessi interventi degli altri aspiranti consiglieri presenti, Gabriella Garda Bergami e Michele Ghillanda. La prima ricordava infatti di quando alla fine degli anni Novanta Sgarbi, allora candidato sindaco contro Sateriale, «venne in visita all’Aeroclub e volle visitare la città dall’alto. Allora disse che Ferrara aveva bisogno di un seduttore forte, quello che ora ha e che saprà lanciarne il patrimonio artistico nel mondo, ma di quel seduttore credo abbia bisogno anche la Regione».

La presenza di Sgarbi in lista «ci spinge a fare ancora meglio», sottolineava invece Ghillanda, parlando poi dell’emergenza demografica ed economica da affrontare in provincia. «Sarà una campagna molto determinata – aggiungeva Sgarbi – in cui cercherò di difendere l’onore di Forza Italia, di cui ho accettato di fare il capitano di ventura». —

Giovanna Corrieri

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