«Addio al nostro Furino» Ultimo saluto all’ex presidente
RUNCO. «Mi hai insegnato a lottare, sei stato un esempio da seguire. Da oggi siamo tutti più poveri, ma è stato un onore e un privilegio conoscerti. Non eri comodo, a volte, perché eri un uomo sincero. Ti avevamo soprannominato “il nostro Furino dei poveri” perché eri un guerriero in campo. È stato un onore conoscerti, ciao capitano mio capitano». Parole piene di commozione e affetto quelle lette ieri nella chiesa parrocchiale di Runco, dove tantissime persone si sono riunite per l’ultimo saluto a Viviano Mercatelli, l’ex presidente del Gambulaga Calcio ed ex titolare di un’autofficina, morto martedì a 71 anni dopo una lunga malattia.
«Ha dato tutto per la sua famiglia – le parole del parroco don Edwin Alfredo Garcia Castillo nella sua omelia – e la presenza di tante persone è il riconoscimento di ciò che ha realizzato. La sua grande passione era il calcio, uno sport che unisce e fa crescere. Viviano ha saputo vivere la sua vita, ma le malattie purtroppo non perdonano».
Il sacerdote ha poi ricordato i grandi dolori che Mercatelli ha dovuto affrontare: la perdita del figlio Alessandro (e della nuora) nel 2006 e subito dopo la malattia, che gli ha impedito di coltivare la passione sportiva. «Ma ha avuto una grande fortuna, una moglie che ha saputo sostenerlo». E attorno alla moglie Carla Bottoni si è stretta un’intera comunità, in lutto per la scomparsa di una delle sue anime.
Il 71enne malato di Sla da tantissimi anni, per una vita aveva lavorato nella sua autofficina in via Maestri del Lavoro, ora gestita dalla moglie con altri due soci. E poi c’era il calcio, prima da giocatore, poi da presidente. «Mi emoziono a parlare di Viviano - ricorda il compaesano Sante Rizzoni, a sua volta dirigente -, era generoso e disponibile, c’era per qualsiasi cosa tu avessi bisogno. E come dimenticare quelle lunghe serate finito il lavoro nella sua officina, ovviamente a parlare di calcio. E ogni sabato e domenica il calcio erano la sua vita. Una grande perdita per le nostre comunità». —
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