Commissione minori Soavi (Cismai): lotta all’abuso sommerso
È il Cismai, il coordinamento italiano contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia, ad essere stato ieri al centro dell’attenzione di quella che ufficialmente è stata la penultima riunione della commissione consiliare d’indagine sui minori del Consiglio di Ferrara; l’ultima è programmata per martedì prossimo, ma la presidente Pignatti è già intenzionata a far proseguire i lavori, chiedendo una proroga rispetto all’originario termine della commissione fissato per il 15 gennaio. A parlare ieri di attività e obiettivi dell’associazione era presente la presidente Gloria Soavi: «il Cismai è un’associazione no profit nata nel 1993 e che nel 2017 è diventata società scientifica. Si possono iscrivere enti, servizi pubblici e privati ma anche persone singole che vogliano approfondire il tema del maltrattamento e degli abusi sui minori”».
L’obiettivo principale del Cismai, «per statuto associazione culturale - spiegava Soavi - è quello di incentivare l’attenzione e la formazione su questi temi, per dare indicazioni operative su come comportarsi. Da qui nascono le nostre “linee guida”, e per questo organizziamo seminari e convegni».
Fra le “lacune” del sistema Soavi riscontrava l’assenza, in Italia, «di dati nazionali sul maltrattamento sui bambini. È una grave carenza su cui il Cismai insiste molto, tutti gli Stati li hanno ma non il nostro. Ma se non sai quantitativamente che problema hai come puoi fare scelte politiche di welfare?». Alcuni dati, in questo senso, esistono e sono le “ricerche epidemiologiche condotte dal Cismai” , una nel 2015 e una recente che presenterà i propri risultati in maggio. «Già la prima ricerca – diceva Soavi – ha dato un utile spaccato: si è visto che i problemi di maltrattamento in Italia erano 100mila, e che per esempio il 46% era vittima di grave trascuratezza, il 19% di violenza assistita, il 7% di maltrattamenti fisici e il 4, 2% di abuso sessuale».
E il fatto che quest’ultimo in altri paesi sia al 10% sarebbe legato ad una mancata emersione dei casi: «significa che il problema non arriva all’attenzione» , è stata la considerazione di Soavi. Lumi sull’attività del Cismai a Ferrara sono poi stati chiesti dal consigliere Soffritti (FdI): «abbiamo fatto corsi di formazione un paio di anni fa – diceva Soavi – agli operatori di cooperative o educatori sul metodo di lavoro per superare situazioni traumatiche di bambini e madri vittime di violenza assistita».
E nel Cismai non ci sarebbero neanche soci ferraresi, almeno quest’anno. —
Giovanna Corrieri
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