La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso ferrara non è isolato 

Accoglienza profughi Nessuno risponde ai bandi ministeriali

Giovanna Corrieri

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Accade a Ferrara e anche in mezza Italia: non è solo il sistema dell’accoglienza profughi ferrarese a rischiare il collasso dopo i bandi prefettizi disertati dalle coop e dalle onlus che in questi mesi non hanno voluto accettare le nuove condizioni imposte dalle legge Salvini. Anzi, Ferrara, ovviamente non è l’unico caso. Dal recente report Actionaid-Openpolis emerge che è stato necessario ripetere le gare nelle Prefetture di Reggio Emilia, Savona, Varese, Milano, Modena, Firenze, Pistoia, Forlì-Cesena, e altre città specie del centro nord, fra queste appunto Ferrara. E ancor di più paradossale, come accaduto a Ferrara, coop e onlus si sono viste intanto prorogare la gestione dell’accoglienza migranti, sebbene con progressive rimodulazioni al ribasso dei contributi economici.

A rivelare tutti questi retroscena è il report che cita anche l’impatto che i bandi in questione hanno avuto sui territori, specie quelli in cui si era sviluppata una forma di accoglienza diffusa e che puntava su centri di dimensioni medio piccole, spesso singole unità abitative, in un’ottica di inclusione dei profughi. Insomma, quale era la realtà di Ferrara, ormai collaudata da anni. Non a caso, soprattutto in queste realtà con piccoli enti ed associazioni che i tagli alla diaria e ai servizi offerti quali assistenza legale o corsi di lingua hanno spinto il terzo settore di tutta Italia a disertare i bandi delle varie Prefetture pressoché in tutta Italia. Per quanto riguarda Ferrara, ricordiamo che qui il primo bando, risalente ad aprile, e che aveva messo a disposizione quasi 16 milioni di euro per due anni e mille posti per l’accoglienza in provincia, era andato praticamente deserto (registrata la partecipazione della sola coop che aveva presentato la propria offerta, “Un mondo di gioia”). Poi, nel maggio scorso c’era stato un ulteriore avviso esplorativo a cui aveva risposto la Caritas: alla fine i posti disponibili sono risultati essere circa 140, troppo pochi rispetto agli oltre 700 migranti della provincia. L’ultima gara, infine, è scaduta lo scorso 12 dicembre: anche questa andata deserta. –

Giovanna Corrieri

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