Commissione europea I consigli di Dorfmann per uscire dalla crisi
Cosa farà l’Europa per sostenere le aziende agricole colpite dalla crisi e quale direzione prenderà l’agricoltura italiana con l’entrata in vigore della nuova Politica Agricola Comune? Domande cruciali per il settore, tanto che Agrinsieme Ferrara – Il coordinamento di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari che unisce il 60% delle aziende agricole ferraresi e vale il 70% delle giornate lavorate – ha invitato a Ferrara Herbert Dorfmann, deputato al Parlamento Europeo e membro della Commissione Agricoltura, per attivare con lui una discussione sulla nuova Pac, e sulla disponibilità di fondi a sostegno delle aziende colpite dalla cimice asiatica.
In apertura Stefano Calderoni, coordinatore di Agrinsieme Ferrara, ha spiegato quali sono le priorità del settore agricolo.
«A Ferrara, nel 2019, abbiamo perso oltre il 50% della produzione pericola e circa 300mila giornate di lavoro – ha detto Calderoni-. In questo contesto catastrofico, la nostra priorità è avere più risorse per fronteggiare i danni da cimice, perché gli 80 milioni messi a disposizione del Governo italiano non bastano e sono quasi “offensivi”. Altrettando importante è trovare un sostituto al Clorpirifos-metile, un principio attivo che è stato bandito ed era l’unica molecola a dare qualche risultato di contenimento per la cimice. Naturalmente sarà fondamentale che non diminuiscano le risorse per la nuova Pac».
In risposta alle richieste di una platea attenta e numerosa, Herbert Dorfmann ha spiegato quali sono gli interventi a breve e a lungo termine per risolvere alcuni dei problemi fitosanitari che affliggono Italia ed Europa e come sarà strutturata la Pac.
«La mancata autorizzazione di molte molecole, tra le quali il Clorpirifos-metile, è il risultato di un dibattito più ampio e molto attuale sulla necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica, i cambiamenti climatici e il ruolo del settore agricolo, che spesso viene colpevolizzato perché sembra che sia il responsabile di tutte le sostanze chimiche emesse nell’atmosfera. In realtà il settore primario deve certo impegnarsi per ridurre le emissioni, ma occorre guardare le cose da una prospettiva scientifica perché l’agricoltura emette solo il 10% della anidride carbonica, contro il 56% del traffico». —
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