Cremazione da sviluppare Si pensa a un nuovo impianto
Buzzoni (Gecim): «Ma solo per non interrompere il servizio in caso di problemi» Camera mortuaria in ritardo, sarà assunto un addetto a tempo indeterminato
COPPARO. Gecim, la società che cura sul territorio i cimiteri e altri servizi – controllata da Patrimonio Copparo, ma anche da Riva Del Po, Tresignana e Jolanda di Savoia con quote minoritarie – ha presentato il piano industriale per il 2020.
«Dobbiamo in parte ripensare i servizi – dice la presidente Silvia Buzzoni –. Prima di tutto, la fusione di Ro e Berra e quella di Tresigallo e Formignana hanno portato a richieste diverse dei servizi verso i singoli comuni. Per esempio, il Comune di Berra non aveva il servizio di pulizia del verde nei cimiteri e provvedeva autonomamente, mentre Riva del Po lo richiede e lo prevedeva. Oppure il fatto che Formignana non fosse socia di Gecim, ma fondendosi con Tresigallo entri a far parte del gruppo, e poi c’è anche Jolanda. Ma nel complesso si tratta di un progetto che si può realizzare senza particolari problemi», anticipa Silvia Buzzoni.
CREMAZIONE
Il Giardino della cremazione sta funzionando bene... «Siamo soddisfatti: il servizio è efficace ed in espansione – sostiene la presidente –. Va comunque sottolineato come i numeri non possano portare sviluppi infiniti. Già in Veneto si sta sviluppando una forte concorrenza, e molti di coloro che ricorrano alla nostra struttura vengono proprio dal Veneto. Nel 2017 abbiamo avuto 2.527 cremazioni, nel 2018 2.850: un 13% circa di crescita e altrettanto ci aspettiamo quest’anno».
Gecim sta anche ragionando di inserire un nuovo crematorio. «Non si tratta di raddoppiare le linee – precisa la Buzzoni –, ma solo di avere la possibilità di non interrompere il servizio quando saremo fermi per manutenzione o altri problemi. Ma è uno sviluppo previsto nei prossimi anni, anche perché è soggetto ad autorizzazione regionale, che ha tempistiche da rispettare».
CAMERA MORTUARIA
Infine, la Camera mortuaria. Si sperava nell’apertura a fine anno «ma non è ancora pronta – conferma la presidente –. Stiamo aspettando. Abbiamo realizzato tutto quanto ci era stato richiesto dopo la conclusione del lavori ad opera dell’Asl». Per quanto riguarda la gestione, «siamo intenzionati ad assumere un addetto a tempo indeterminato per garantire l’apertura della struttura, ma anche, in caso di necessità, a garantire l’apertura e la continuità del lavoro nella linea della cremazione, che ora ha solo due addetti».
Sarà necessario procurarsi un badge per accedere alla Camera mortuaria. «Solo per gli addetti alle onoranze funebri, per avere la sicurezza che gli accessi siano autorizzati e per stabilire eventuali responsabilità od orari. È una questione tecnico organizzativa che non avrà riflessi sul pubblico. Per i parenti dei defunti l’accesso, negli orari di apertura, sarà ovviamente libero». —
Alessandro Bassi
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