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La Casa della Salute è in crescita Ecco la tecnologia per le radiografie

La Casa della Salute è in crescita Ecco la tecnologia per le radiografie

Presentato ieri il nuovo apparecchio costato 60mila euro Va ad arricchire i servizi a otto mesi dall’inaugurazione  

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BONDENO. La Casa della Salute continua a crescere a otto mesi dalla sua inaugurazione. Centro per i disturbi cognitivi, radiologia, servizio diabetologico, percorso nascita, rete delle cure palliative: sono alcune delle opportunità che il cittadino può trovare. Innegabile, però, che sia stato il nuovo apparecchio radiologico, acquistato di concerto da Comune di Bondeno e Asl, la meta più ambita della giornata di ieri.

«Un servizio al quale non si accederà attraverso il Cup, ma che funziona in continuità con la medicina generale (e di gruppo) per un miglior funzionamento del servizio, garantito dalla vicinanza dei professionisti presenti», ha spiegato la direttrice sanitaria Nicoletta Natalini.

L’apparecchiatura principale per le radiografie è costata circa 60mila euro, ma si completa con altre tecnologie all’avanguardia e i nuovi pannelli che garantiscono la sicurezza di personale e assistiti, il tutto acquistato con la collaborazione del Comune.

Presenti ieri il dottor Rizzati (facente funzione dell’Unità di radiologia dell’ospedale di Cento) e il dottor Leoni, medico di riferimento di tutti i tecnici radiologici dell’Asl.

lavoro di squadra

Il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore Francesca Piacentini si sono soffermati nel merito per capire funzionamento e modalità di accesso del nuovo servizio. «La Casa della Salute – ha spiegato Bergamini – è arrivata a conclusione prima della fine dei cinque anni. L’open day – dice – serve a presentare ai cittadini i servizi presenti. Quali il centro per i disturbi cognitivi, la radiologia, il servizio diabetologico, il percorso nascita, ed anche la rete delle cure palliative».

«La collaborazione – ha aggiunto il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Claudio Vagnini – è la strada per rispondere alle esigenze di una zona difficile per tipologia di utenti. Quello che siamo riusciti ad ottenere qui è importante, lavorando sulle cronicità (per esempio, con un ambulatorio diabetologico) e sulle reti palliative. Servizi che dobbiamo fare crescere insieme».

progetti in campo

Il concetto di lavorare “in rete” viene ripreso dalla stessa Natalini, mentre la direttrice del distretto Ovest, Annamaria Ferraresi, usa la metafora di un “figlio” che è stato visto crescere, a proposito della Casa della Salute. Dove hanno familiarizzato con gli utenti i vari studenti e gli specializzandi dei corsi di laurea sanitari. La Casa della Salute, del resto, non è garantita soltanto dalle solide mura della struttura antisismica, ma pure dai suoi operatori e dalle associazioni presenti. «Siamo mettendo in campo una serie di iniziative – ha aggiunto Ferraresi – di prevenzione con politiche di screening e di promozione della salute, ad esempio su problematiche cardiologiche».

D’altra parte, la promozione della qualità della vita avviene con la stessa attività del gruppo di “Cammino”, le tematiche sull’ipertensione affrontate ieri, e la rete sempre più stretta con i medici di medicina generale del Distretto Ovest, arrivati ieri alla Casa della Salute per cementare la collaborazione con il personale. Fondamentale per gestire temi quali la prevenzione e la palliazione, che sono due delle sfide più importanti di questo decennio. —

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