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Le Sardine hanno conquistato la laguna

Katia Romagnoli
Le Sardine hanno conquistato la laguna

In centinaia alla manifestazione sul Trepponti: «Il Delta non si lega. Diffidate di chi con slogan semplici cavalca i problemi»  

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COMACCHIO. “Pronti, pronti, sardine sul Trepponti”, oppure “il Delta non si lega”, ma anche “le donne di Comacchio non si legano”.

Non un mare, perché la partecipazione è sull’ordine di qualche centinaio di persone, ma un banco compatto, colorato e vivace di Sardine ha invaso, ieri pomeriggio, con questi slogan, il luogo simbolo della piccola Venezia, il monumentale Trepponti.

“bella ciao” spopola

E sono stati proprio “Bella Ciao”, storico canto partigiano, e “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla, i due brani che si contendono lo scettro identitario del neonato movimento, fondato a Bologna a fine novembre da Mattia Sartori, ad aprire il pomeriggio, fortunatamente baciato dal sole, delle sardine in laguna.

Cospicua, ma allo stesso tempo discreta, anche la presenza del Quarto Battaglione Carabinieri Veneto mobilitato per l’occasione.

«voce e coraggio»

Dalla sommità del Trepponti sono echeggiati tutti i valori ai quali si ispira il movimento delle Sardine e, come ha tenuto a precisare uno dei giovanissimi organizzatori, Adam Atik, 23enne studente lavoratore, specializzando in lingue straniere, «vi hanno detto che siamo manovrati, ma non è assolutamente vero. Dobbiamo prenderci il futuro, alzando la voce e mostrando coraggio».

E poi un altro spunto, guardando alle elezioni di domenica 26 gennaio: «Questa regione è ricca è fiorente perché ha saputo fare comunità. Bisogna continuare a fare comunità – ha rimarcato ancora Atik nel corso della manifetazione – contro chi ritiene che non porti a nulla di concreto».

costituzione su tutto

Non sono mancati, inoltre, cori sulle note de “La libertà” e “Io non mi sento italiano” di Giorgio Gaber. Richiamati altri punti fondamentali del movimento che nel giro di poche settimane è spuntato in tutta Italia: no netto a linguaggi razzisti e sessisti, antifascismo, inclusione, solidarietà, rispetto, accoglienza.

Questi i temi comuni a tutte le Sardine intervenute al microfono, dalla sommità del Trepponti, ma, come ha sottolineato Bianca Mezzogori dell’Udi Spazio Donna di Comacchio, «non abbiamo inventato niente. Sono i valori della nostra Costituzione, che vogliamo portare avanti».

«il futuro è qui»

Ornella Farinelli, dal canto suo, ha ricordato come «ogni giorno muore una donna, nella maggior parte dei casi per mano di un uomo della famiglia e non di uno straniero arrivato da lontano».

Ciro Zabini, uno dei tre organizzatori del flash mob che si è svolto nella città lagunare, senza ricorrere a perifrasi, dopo aver affermato che «qui c’è il futuro per chi è in grado di sognarlo e progettarlo», ha sottolineato il dovere di puntare sullo sviluppo ambientale, visto come «motore di crescita per i prossimi decenni».

tuffo ELETTORALE

Rivolgendosi direttamente alla leghista Lucia Borgonzoni, candidata alle ormai imminenti elezioni regionali per lo schieramento di centrodestra, Zabini ha aggiunto che «Lucia non conosce neppure i confini dell’Emilia Romagna. Diffidate di chi con slogan cavalca problemi complessi. Non c’è nulla da liberare. Il Delta non si lega».

Evocando e stigmatizzando le campagne d’odio fomentate sul web e sui social network, il terzo organizzatore della manifestazione comacchiese, Maurizio Tarantino, ha ribadito che «non puntiamo coma Sardine ad avere un partito, bensì risposte, vogliamo risvegliare il senso civico degli italiani». —

Katia Romagnoli

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