Restauro del palazzo vescovile Oggi l’apertura delle buste
Un intervento finanziato con fondi per la ricostruzione per 1,9 milioni di euro Curia già trasferita in via Cairoli, il cantiere in estate per la durata di nove mesi
Un restauro da tempo programmato e che entra nella fase decisiva. Oggi alle ore 12 nella sede dell’ufficio tecnico amministrativo dell’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, in via Cairoli 30, verranno aperte le buste inviate per partecipare alla gara d’appalto della ristrutturazione del palazzo arcivescovile di Ferrara. L’importo è di 1,9 milioni. La stazione appaltante è l’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio.
È un palazzo storico che ha subito pesanti lesioni dalle scosse del sisma nel 2012 ma che tuttavia non è mai stato giudicato inagibile. Il cantiere dovrebbe partire in estate ed avrà la durata di nove mesi.
Controlli
In questi anni però sono stati eseguiti numerosi controlli e messa in sicurezza di alcuni punti, soprattutto nella facciata esterna che guarda sia su corso Martiri della Libertà che su piazza Cattedrale. Già nel 2018 è iniziato il trasferimento degli uffici della Curia dal palazzo vescovile all’edificio dell’ex Seminario di via Cairoli per consentire una mappatura più dettagliata delle superfici di intervento.
Il restauro
I danni dovuti al sisma hanno interessato ampie superfici dipinte del palazzo vescovile secondo la relazione dei tecnici ed è stato quindi necessario predisporre un progetto che fosse in linea con i principi del buon restauro ed in particolare privilegiando il restauro critico. L’intervento in sostanza deve essere allestito sulla base di approfondite conoscenze storiche e diagnostiche ed è conseguente al «momento metodologico del riconoscimento dell’opera d’arte, in vista della sua trasmissione al futuro».
Gli interventi
Gli elementi lapidei presenti nelle sale interne del palazzo, soprattutto come cornici delle porte, che presentano lesioni e fratture verranno sigillati, dove previsto dal progetto, attraverso malte idrauliche opportunamente composte in cantiere, oppure, nel caso di stuccature superficiali, verrà usata polvere dello stesso materiale della pietra. Alle operazioni di consolidamento seguiranno quelle di accompagnamento cromatico seguito con colori a velatura e protezione finale con applicazione di resine tecnologicamente idonee. Le pareti di molte sale del piano nobile ed alcune del primo piano presentano rivestimenti parietali in tessuto che si è scelto di smontare, numerare i singoli pezzi, ispezionare la superficie muraria retrostante e lo stato di conservazione dello stesso tessuto, e infine rimontare. Alcuni rivestimenti in tessuto presentano degli strappi provocati dai danni strutturali, e verranno quindi ripristinati con appositi interventi di ricucitura. —
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