Al via i controlli sui beneficiari del reddito di cittadinanza
Comune in campo con le proprie banche dati per verificare i requisiti di residenza Oggetto di indagine un centinaio di percettori. Incognita lavori di pubblica utilità
La lotta ai “furbetti” del reddito di cittadinanza è ai blocchi di partenza. E scende sempre più a livello locale, con incombenze che ricadono sui Comuni chiamati a sfruttare le proprie banche dati. L’obiettivo è quello di raccogliere ogni informazione utile per scovare eventuali omissioni, o dati falsi “tout court”, nelle dichiarazioni presentate nei mesi scorsi da chi ha fatto richiesta di godere del sussidio lanciato dal primo governo Conte.
Il Comune di Portomaggiore sta per far partire, primo in provincia, un piano di verifiche sostanziali e controlli anagrafici sul possesso dei requisiti dei beneficiari. «Una fase assolutamente necessaria – dice il sindaco Nicola Minarelli – per capire chi ne ha diritto e chi no. Anche se troppo cose restano da chiarire sulle procedure dettate a livello nazionale».
verifiche CAMPIONE
La cornice del piano è inquadrata dall’accordo firmato in luglio nell’ambito della Conferenza Stato-città. In pratica i Comuni mettono a disposizione la banche dati delle anagrafi e dei servizi sociali, per l’analisi dei requisiti di residenza e di soggiorno (per usufruire del reddito serve la cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Ue, oppure la residenza in Italia da almeno 10 anni di cui due continuativi). Schede poi che andranno incrociare con le informazioni dichiarate ai fini Isee.
La normativa prevede diverse fasi. Entro gennaio dovranno essere effettuati controlli sul 5% del totale dei beneficiari del reddito, che nel Portuense si stimano essere un centinaio (quasi 250 persone, se si considera chi fa parte dei nuclei familiari interessati). La soglia si innalzerà progressivamente, passando a campioni del 10% a scadenza quadrimestrale. Ma sarà possibile anche predisporre controlli specifici in caso di evidenti incongruenze nelle dichiarazioni rese ai Servizi sociali dell’Asp.
lavori utili
E se si sorprendono false comunicazioni? Vanno segnalate all’autorità giudiziaria e all’Inps mediante la Gepi, la piattaforma per la gestione dei patti per l’inclusione sociale ed il reddito di cittadinanza, la quale peraltro è entrata a regime solo da pochi giorni. Ritardo che non ha facilitato le cose.
Come del resto ancora da chiarire è il versante Puc, i Progetti utili alla collettività che i beneficiari del sostegno dovranno svolgere nel comune di residenza. Il decreto che li istituisce è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solamente l’8 gennaio. «Siamo ancora indietro – commenta il sindaco Minarelli – e tuttora non abbiamo indicazioni nette dal governo su come dovranno essere svolti questi lavori socialmente utili, su come svolgere il tutoraggio, in termini di competenze e, va da sé, risorse». —
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