Commissione finita, statuto ko «Il Pd vuole l’immobilismo»
Il centrodestra unito di Copparo spiega le ragioni dell’ultimo no per la riforma «Prima la partenza in ritardo poi l’opzione tardiva: serve una struttura snella»
COPPARO. Se la vogliamo mettere in termini di fumate siamo tornati al colore nero, più scuro che non si può. Uno dei nodi della rinnovata (politicamente parlando) Unione Terre e Fiumi era lo statuto, necessariamente da modificare per lo stravolgimento nell’ente, passato in due anni da sei a tre comuni membri.
Dopo l’allontanamento fra le parti avvenuto nell’ultimo incontro a fine 2019, ora sul tema c’è il duro comunicato del centrodestra unito di Copparo, quello da cui è partita la prima proposta di radicale modifica dei numeri interni all’Unione, per dare maggior rappresentanza a Copparo.
«tutto fermo»
«Nei giorni scorsi abbiamo visto la proposta di modifica dello statuto dell’Unione pervenuta dal gruppo UnioneSì - dicono dal centrodestra -; a nostro parere si può riassumere in un solo termine: impresentabile. Andando oltre le belle parole e le formule utilizzate, gli effetti pratici della loro proposta sarebbero semplicemente quelli di mantenere l’attuale situazione di impaludamento in cui la struttura è da anni, forse dalla nascita... Il fatto di voler vincolare il voto della giunta a una maggioranza che sia unitamente “di voti e di teste”, dove per voti si intende il numero degli abitanti e per teste i tre sindaci membri di diritto, oltre a essere alquanto anomalo, implica che di fatto ancora una volta chi rappresenta la maggioranza della popolazione e sostiene la maggioranza delle spese, non ha la possibilità di decidere in modo autonomo e al contempo nemmeno un accordo fra gli altri due membri garantirebbe un voto decisivo, in quanto mancanti della maggioranza. Così come la suddivisione proposta dei seggi in consiglio impedirebbe di fatto sempre a chi rappresenta la maggioranza del comune principale, di essere maggioranza anche in seno all’Unione».
struttura snella
«In sostanza, la proposta che è stata avanzata è di fatto basata su criteri che già durante i lavori della commissione sono stati ritenuti non condivisibili. Allo stesso tempo rileviamo, invece, come la proposta sia perfetta per assecondare le necessità del Pd: mantenere di fatto l’immobilità della giunta e disporre della maggioranza in consiglio. Da questo si evince chiaramente che in realtà il Pd e i suoi consiglieri non abbiano alcuna voglia di ridare (oppure dare per la prima volta) una reale possibilità all’Unione di partire... prima si ritarda la partenza della commissione di mesi (era stata definita prioritaria dal presidente Zamboni nel suo insediamento ad inizio agosto 2019), poi la si lascia cadere nel nulla (scaduta il 31 dicembre, data che corrisponde a quanto indicato dal presidente Zamboni anche come durata per il suo incarico da presidente) e si avanza quindi a tempo scaduto una proposta, che di fatto è stata già bocciata nei lavori della commissione stessa, almeno per quello che riguarda i criteri di massima... quasi una presa in giro. Noi ribadiamo con forza la necessità di una Unione che possa raccogliere le opportunità che ci sono in favore del consolidamento, della crescita e dello sviluppo dell’intero territorio, che possono passare solo attraverso una struttura snella, veloce ed efficiente, che abbia una direzione politica precisa e possa decidere in rapidità e consapevolezza. Cioé l’esatto opposto di quanto è stato pretestuosamente proposto», chiude la nota del centrodestra copparese. —
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