Il Museo delle Valli può diventare realtà
Tradizioni da far rivivere in un’ottica di turismo esperienziale Guardiani, pescatori e anche artigiani sempre all’opera
COMACCHIO. Dopo il restauro conservativo della Sala degli Aceti (ottobre 2019), a corollario del percorso visite nella Manifattura dei Marinati e dopo l’apertura del Museo Delta Antico (marzo 2017), scrigno degli insediamenti antichi sul territorio, al via ora il progetto scientifico per l’allestimento del Museo delle Valli.
un nuova realtà
La giunta comacchiese ha approvato una delibera di valenza strategica per la narrazione della storia geo morfologica lagunare, ma anche per realizzare un nuovo, stimolante percorso escursionistico culturale in valle, che include l’istituzione del Centro di Documentazione Foce.
Lo scopo, come si legge nel progetto, è quello di “tenere viva la memoria di attività, esperienze di vita e tradizioni che erano alla base dell’esperienza di ogni famiglia di Comacchio, ma che, con la graduale scomparsa dell’ultima generazione di lavoratori (i vallanti), si stanno dimenticando e rischiano di perdersi totalmente”.
la ricostruzione
Il Museo delle Valli punta ad intercettare e ad interpretare a fondo le esigenze di quel “turismo esperienziale”, già ben testimoniato dagli oltre 80mila escursionisti che annualmente esplorano in barca gli specchi vallivi e gli antichi casoni di pesca.
La bozza del progetto scientifico che sarà calato all’interno della nuova realtà museale è stata redatta dal Comune, in collaborazione con Co.ge.tour, il consorzio incaricato di seguire i percorsi integrati di visita nelle valli e nei musei Delta Antico e Remo Brindisi.
il recupero
Le linee storiche, tematiche, museografiche del progetto di allestimento del Museo delle Valli sono quindi quelle definite dal Comune che, prossimamente, metterà a bando, per affidare la progettazione definitiva ed esecutiva.
Inserendosi nel più ampio processo di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale delle valli tuttora in corso, il progetto va anche a colmare una lacuna, dato che “l’allestimento interno del Centro di documentazione Foce è inesistente – si legge nella delibera – dopo anni di chiusura, mentre quello dei Casoni risulta invecchiato ed impoverito, sotto molti aspetti, per il normale decorso degli anni e per le ulteriori difficoltà ambientali di isolamento”.
il percorso
Sarà nuova linfa, quella che le antiche stazioni di pesca, una volta interamente recuperate sotto il profilo architettonico e conservativo, acquisteranno grazie agli allestimenti di un vero e proprio museo itinerante tra gli specchi d’acqua lagunari, attraverso nuovi arredi e nuovi apparati didattici di guida.
L’ossatura progettuale del Museo delle Valli approvata dalla giunta si basa sulla ricostruzione degli ambienti vissuti dai vallanti, riproponendo agli occhi del visitatore gli oggetti della quotidianità e del lavoro del caporione, del sottocaporione, dei vallanti, dei retaroli, dei ragazzi e delle guardie vallive (figure professionali ben presenti in valle sino alla metà del secolo scorso). Il nucleo centrale del progetto di allestimento del Museo delle Valli è naturalmente incarnato dai casoni Pegoraro, Serilla, Coccalino, Donnabona e Foce. —
Katia Romagnoli
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