La Nuova Ferrara

Ferrara

la manifestazione  

L’urlo di Agrinsieme «L’agricoltura muore in migliaia in piazza»

Marcello Pulidori
L’urlo di Agrinsieme «L’agricoltura muore in migliaia in piazza»

2 MINUTI DI LETTURA







Tutti contro questa famigerata (se non peggio) cimice asiatica che non mangia soltanto i frutti del lavoro nei campi ma anche il futuro di un settore. Ma anche tutti contro «quelle istituzioni che ad ogni livello dimenticano un comparto primario come è l’agricoltura». Gianluca Vertuani (Confagricoltura), Stefano Calderoni (coordinatore di Agrinsieme) e Roberto Crosara (Alleanza delle cooperative) hanno il volto accigliato di chi intende parlare con severità. La loro è una potente, accorata chiamata alla mobilitazione generale. Il 30 gennaio, dunque, Ferrara (l’ultima manifestazione in città si tenne il 18 settembre 2019) sarà in qualche modo la capitale della grande manifestazione di protesta annunciata ieri dai 3 dirigenti. In città sono attesi agricoltori dal Piemonte, dalla Liguria, dalla Lombardia, da tutto il nord Italia in cui la cimice imperversa e fa danni. «Prevedere la presenza di tremila persone non è azzardato», ammonisce Calderoni. Per queste associazioni agricole, «i danni causati alla ortofrutta (pere, mele e kiwi. Ma non vanno dimenticati i guai patiti dalla soia, ndr) dalla cimice asiatica nel comparto nord Italia nel solo 2019 ammontano a qualcosa come 600 milioni di euro – dicono Vertuani e Calderoni mentre Crosara annuisce – Parlare di crisi dell’agricoltura è oramai ridicolo, siamo ad un punto di non ritorno». L’unico “zuccherino” ricevuto, precisa Calderoni, «ma non ancora incassato – sottolinea – sono gli 80 milioni di euro, in 3 anni, inseriti dal Governo nella legge di stabilità a ristoro dei danni causati dalla cimice». Dalle campagne, il 30 gennaio, i trattori confluiranno nel piazzale ex Mof attorno alle 9 (dove si fermeranno), mentre per le 10 è previsto l’arrivo del corteo dei manifestanti in Piazza Municipale e l’intervento dei dirigenti delle associazioni agricole. «Chiediamo – gli fa eco Vertuani – la presenza dei cittadini, chiediamo il loro contributo perché l’agricoltura è patrimonio di tutti e non solo di chi lavora la terra. Gli agricoltori sono i primi custodi del territorio». «È ora – conclude Crosara – che sull’agricoltura si accenda un grande faro».

Prima che sia veramente troppo tardi. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google