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La condanna 

Voleva rivendere la bici al proprietario derubato Due anni per estorsione

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Non può che accadere a Ferrara, dove girano migliaia e migliaia di biciclette e dove altrettante vengono rubate e rivendute sottobanco.

Il protagonista di questa vicenda è un giovane tunisino 30enne, finito sotto processo per ricettazione ed estorsione per 20 euro, e per questo è stato condannato ieri in tribunale alla pena di 2 ani, 2 mesi e 20 giorni (la procura aveva chiesto 3 anni e 4 mesi). L’altro protagonista è uno studente pugliese, che abita a Ferrara e che nel giugno scorso si vide derubato della bicicletta. Il giorno dopo il furto passando per via Garibaldi notò la bici che gli era stata sottratta in centro città, e riconoscendola la rivoleva. A questo punto il tunisino vedendolo armeggiare sulla bicicletta chiese conto allo studente su cosa stesse facendo: «Questa bici è mia, me l’hanno rubata». E a dimostrazione ha aperto il lucchetto che era ancora sulla bici. A questo punto il tunisino ha ammesso che la bici l’aveva comprato poco prima da uno sconosciuto e l’aveva pagata 40 euro: per questo motivo se la rivoleva gli doveva dare 20 euro. I due si accordano, lo studente va al bancomat a prendere i soldi e mentre stanno discutendo una pattuglia delle forse dell’ordine chiede conto della tensione dei due: e vien fuori la storia. Poi la denuncia per ricettazione ed estorsione. Ieri il giudice ha valutato che questo comportamento valeva la pena inflitta. Il difensore dell’imputato aveva tentato di far passare la sua tesi di incauto acquisto e soprattutto che non vi erano estremi per contestare l’estorsione. Procura e giudice hanno valutato in modo opposto. —

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