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il lutto

E' morto Schonheit, instancabile testimone ferrarese degli orrori di Buchenvald

E' morto Schonheit, instancabile testimone ferrarese degli orrori di Buchenvald

Il cordoglio dell'Anpi. Il figlio Gali: ci restano la sua intelligenza, la sua grande ironia, il suo cuore immenso

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FERRARA. E' morto ieri Franco Schonheit, che fu deportato nel campo di concentramento di Buchenwald.Nato a Ferrara nel 1927, fu deportato nel 1944 insieme al padre e quando tornò passò l'esame di maturità ad honorem.Instancabile il suo impegno nel raccontare le leggi razziali e la deportazione. Anche lo scorso luglio partecipò a un incontro alla Casa della Memoria di Milano per il centenario dalla nascita di Primo Levi.

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«La motivazione e la spinta che diedero a Franco la forza per resistere e sopravvivere in quel posto infernale - ha sottolineato il presidente dell'Anpi di Milano Roberto Cenati - fu la rabbia per essere stato arrestato e deportato per la sola colpa di essere nato. Non dimenticherò mai questa sua intensa testimonianza e il suo instancabile impegno, soprattutto tra le giovani generazioni, di denuncia delle nefandezze e dei crimini del nazifascismo.Lo immaginiamo camminare sereno con Alisa e Wolfgang Amadeus».

«A noi - ha scritto su Facebook il figlio Gadi, assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Milano - resta la sua intelligenza, la sua grande ironia, il suo cuore immenso.Buon viaggio papà. Baruch Dayan Emeth. Che il tuo ricordo sia di benedizione». L'intera famiglia, deportata, sopravvisse alla detenzione nei campi. I funerali si svolgeranno domani (16 gennaio) alle 14 al Cimitero ebraico di Ferrara.

 

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