La corsa di Potere al Popolo «Lotta per diritti e cultura»
La candidata Collot: la svolta a destra ha portato autoritarismo contro i deboli Nel mirino il decreto sicurezza: per i richiedenti asilo meno tutela in sanità
A Ferrara non ha raggiunto il numero sufficiente di firme per presentare una lista di candidati consiglieri ma Potere al Popolo è comunque presente in questa competizione elettorale con la candidata presidente dell’Emilia Romagna, Marta Collot, ieri in città per un confronto sui temi della sicurezza, dell’immigrazione e della cultura.
l’immigrazione
Perché Potere al Popolo, sostengono i candidati, ha preso questa «campagna elettorale come un pezzo di costruzione del proprio attivismo» e porta avanti un’analisi sui temi a partire dal locale, che è poi strettamente legato al quadro nazionale. «Lo spirito di autoritarismo che contraddistingue questa giunta – diceva Federico Pazzi (Rete CambiaVento) – è quello che c’è anche a livello nazionale. Sul piano locale certamente è cambiata ormai l’aria che si respira, basti pensare agli attacchi della scorsa estate al centro sociale la Resistenza da parte del vicesindaco Lodi». E non sarebbe un problema «la repressione – continuava Pazzi – la contrapposizione è naturale, ma se avviene con sgomberi e controlli capillari va a colpire i più deboli».
Sulla sicurezza è poi intervenuta l’operatrice sociale Giovanna De Simone che ha messo in evidenza i problemi creati dal decreto sicurezza, in primis la questione «della residenza anagrafica. Per un richiedente asilo che non riesce ad averla significa non avere accesso alle cure per esempio – raccontava l’operatrice – e poi c’è il problema del permesso di soggiorno: per il rinnovo ormai passano mesi e non viene data la ricevuta che attesti la richiesta di rinnovo e questo ha ripercussioni anche sul lavoro, con tanti contratti non rinnovati e maggiore lavoro in nero».
L’assemblea di Potere al Popolo ha poi discusso il tema della cultura, che a Ferrara significa il problema biblioteche, tra le delusioni di tanti per la perdita del presidio culturale che sarebbe dovuto nascere alle Corti di Medoro e le richieste assidue da parte dei sindacati che hanno in questi mesi tentato di mettere in allarme l’amministrazione sui prossimi pensionamenti. «La situazione comincia a franare», ha detto Ombretta Pasetti (dipendente delle biblioteche comunali). E il rischio, diceva, è quello che alcune biblioteche siano chiuse, «come sta accadendo anche alla Rodari, dove non c’è personale e l’orario di apertura si riduce a un paio di pomeriggi».
una linea di rottura
La chiusura alla candidata Collot: «Nell’ultimo periodo c’è uno spostamento a destra ma anche un rifiuto della sinistra ed è evidente come ci sia la necessità di creare un’alternativa che mostri una rottura con la falsa opposizione della Lega ma anche col Pd a cui sono riferibili attacchi ai salari, alle pensioni». Fra i temi, l’ambiente «devastato da opere che non servono ai territori». —
Giovanna Corrieri
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